Le banche minori e la crescita economica europea

Il ruolo delle banche minori nella crescita economica

Mario Lettieri* Paolo Raimondi**

Da un po’ di tempo le banche regionali e quelli di credito cooperativo sono al centro della discussione. Di una particolare attenzione lo sono anche da parte della Banca centrale europea che le vorrebbe sottoposte alla sua supervisione e riformate secondo un’ottica di maggiore aggregazione. Non solo perché alcune di loro sono entrate in crisi. E non solo in Italia, ma in tutta l’Europa.

Tecnicamente le istituzioni bancarie di piccole e medie dimensioni sono chiamate ‘less significant institutions’. Entità ‘meno significative’ rispetto a quelle di ‘importanza sistemica’, che per questo sono spesso considerate too big to fail.

Nell’intera area euro vi sono circa 3300 gruppi bancari, di cui 129 di dimensioni notevoli e perciò supervisionate dalla Bce.

Le circa 3200 piccole e medie banche restanti rappresentano il 18% di tutte le attività del sistema bancario europeo. Sono quasi tutte concentrate in tre Paesi, la Germania, l’Italia e l’Austria. Le suddette piccole banche hanno però bilanci pari all’80% della somma del Pil della Germania e dell’Austria.

Esse rappresentano la più importante ‘catena di trasmissione’ del credito produttivo verso le imprese di piccola e media dimensione che, non solo secondo noi, sono la spina dorsale e l’interna ossatura dell’economia. In Germania, per esempio, le ‘meno significative’ finanziano il 70% dell’economia.

Il loro tasso di capitale, il cosiddetto Tier 1, è mediamente del 15,2%, straordinariamente superiore al minimo richiesto per le tutte le banche della zona euro che è del 6%. E’ una eccellente garanzia per poter far fronte a situazioni difficili. Secondo le stime, le ‘piccole’, soprattutto in Germania, sono piene di liquidità e in cerca di investimenti e di rendimenti più alti. Non manca loro il mercato. Manca, invece, la stabilità delle imprese e delle famiglie a causa della recessione economica.

Naturalmente esse soffrono moltissimo per la prolungata politica dei bassi tassi di interesse sui prestiti concessi. Di fatto l’interesse sui crediti è ‘il motore’ per generare i loro introiti. A loro non è permesso speculare né tanto meno operare con derivati o con altre operazioni finanziarie ad alto rischio.

Adesso la Bce e il Single Supervisory Mechanism per il controllo bancario hanno deciso di intervenire sulle banche ‘less significant’ con l’intenzione di sottoporle a una supervisione più stringente sia europea che nazionale, a una revisione del loro modello di business, di governance e delle loro strategie. Di fatto ciò potrebbe comportare un processo di fusione, di possibili cambiamenti del loro status giuridico e di conseguenza determinare la possibilità di essere partecipate o addirittura acquisite dalla banche di rilevanza sistemica.

In altre parole le istituzioni monetarie europee, comprese quelle italiane, intendono far fronte, a loro modo, a quella che esse definiscono “la sfida al tradizionale modello di business delle banche di piccola e media dimensioni”. Ciò nonostante esse riconoscano che le banche minori sono “solvibili, liquide, con un basso tasso di crediti inesigibili e con riserve considerevoli”. Oltre al fatto che le banche regionali hanno davvero il polso delle situazioni economiche e imprenditoriali locali e spesso una vera conoscenza diretta dei propri clienti e del loro profilo di rischio.

Lo stesso non si può dire delle grandi banche. Che, oltre ad essere principalmente coinvolte in operazioni di cosiddetta “alta finanza” , hanno spesso una scarsa conoscenza della propria clientela.

Si dovrebbe perciò chiedere perché le istituzioni europee privilegino le banche con grandi numeri e pochi legami con i settori portanti dell’economia reale. Non si comprende perché si voglia intervenire sulle reti di banche locali e regionali che notoriamente affiancano le imprese nelle produzioni, nelle modernizzazioni e nell’espansione verso nuovi mercati, anche i più lontani.

Se la priorità dei governi, compreso quello italiano, è – o dovrebbe essere – la ripresa economica e l’occupazione, perché non valorizzare ulteriormente il meccanismo virtuoso delle banche di credito locale? A loro si può chiedere più informazione, imporre più controlli, ma bisognerebbe anche offrire maggiori sostegni per continuare ad operare con un modello ben funzionante e collaudato di supporto delle imprese. Il falso argomento delle loro dimensioni contenute non è convincente. Non si tratta di esaltare il “piccolo è bello” ma di salvare e sostenere ciò che ha funzionato e continua ancora a funzionare.

In Italia il caso della Banca Etruria e delle poche altre banche locali è l’eccezione rispetto ad una rete che oggettivamente si deve ritenere efficace e positiva per l’economica locale e nazionale.

L’imperativo pertanto, almeno nel nostro Paese, dovrebbe essere quello di colpire severamente i responsabili della bancarotta delle poche banche disastrate da gestioni scellerate e sostenere invece quelle che meritoriamente sono gestite correttamente e danno il giusto sostegno allo sviluppo dei territori i cui operano, spesso quelli più svantaggiati.

*già sottosegretario all’Economia **economista

61 commenti
Commenti più recenti »
  1. caino
    caino says:

    Caro peter,

    credo che ci sia poco da aggiungere al tuo ultimo Post.
    Solo alcune precisazioni ,che penso utili anche a chi ha due o tre lauree.
    Mi pare ovvio ,che quando si parla di analfabetismo, non ci si riferisca all’incapacità di saper leggere e scrivere, nuda e cruda, ma solo a gravi deficienze nel saper svolgere il proprio ruolo (scarse conoscenze della materia che si dovrebbe insegnare, oltre alla atavica malattia italiana del ripiego sull’insegnamento.
    Infine credo che il tuo richiamo alla sola esperienza della tua famiglia ancorché allargata , sia indice di un approccio ai problemi poco scientifico.
    Un po’ come dire che io possa valutare la storia ,in base all’umore di una giornata.

    caino

  2. Uroburo
    Uroburo says:

    Aggiungerei anche che Peter, a quanto si sa, nulla conosce della figlia della Silvy, che potrebbe invece essere un’ottima anglofona.
    Anche nelle polemiche bisognerebbe sapere quando, quanto e come procedere o fermarsi. Giusto per non correre il rischio di parlar poco a proposito.
    Quanto al valore dei punteggi alla maturità, da tempi immemorabili mediamente più alti in Meridione che nel resto del paese, l’ipotesi che i meridionali siano più inteligenti o più studiosi attende dati a conferma. Dati, a quanto se ne sa, assai carenti.
    Ma si sa che i nervetti scoperti di Peter sono sempre assai poco tangibili.
    Un saluto a tutti, sempre con l’inesausta domanda di cosa ve ne fate poi mai di tanta (inutile) vis polemica. U.

  3. Peter
    Peter says:

    x CC

    Lei e’ davvero comico. Analfabeta in italiano significa solo cio’ che ho riportato io ieri. Se non intendeva cio’, non dovefa usare quel termine, molto preciso. Semmai poteva dire incompetenti o inadeguati, e bisognerebbe poi vedere come e perche’.
    Se e’ un errore suo pazienza, se e’ di altri da lei ‘citati’, allora e’ grave.

    Io non faccio ricerche scolastiche, ma di regola non mi fido molto di chi le fa, specie in Italia.
    Ho solo detto che, per quanto vedo nei giovani della mia famiglia, i loro punteggi non sono affatto ‘gonfiati’, anzi. E mi divertiro’ molto a chiaccherare, presto spero, con un nipotino che lavora per la Nasa.

    P.

  4. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Se e’ per questo, non vedo cosa Sylvi sappia del mio accento, ne’ perche’ dovrei vergognarmi se avessi un accento pugliese (e per informazione di tutti i sapienti del blog, di accenti pugliesi ve ne sono almeno 5), ne’ cosa ne sappia del mio francese, ne’ cosa dovrebbe fregarmene di parlare in inglese con sua figlia, che tira in campo sempre e solo lei stessa.
    E’ ragiolnevole supporre, per altro, che se davvero ha appreso quella lingua in Italia, difficilmente ci capiremmo. Una mia illazione?

    La signora poi fa affermazioni molto avventate ed autoreferenti per quanto riguarda i fuori corso in Europa (e in Italia) in genere.

    P.

  5. caino
    caino says:

    Caro Uroburo,

    non credo ,per quanto mi riguarda, di alimentare “oltre misura “vis polemiche”, anzi tento proprio di fare l’opposto nel senso : cerco di interpretare i fatti e i dati con un minimo di metodo”.
    Se poi “altri “non condividono il mio metodo, non so cosa farci.
    Per cui ti pregherei vivamente di segnalarMI, dato l’amicizia che ci lega da anni, le volte che scado in una inutile polemica.
    Te ne sarei grato.

    un saluto
    caino

  6. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    Lei stesso ha affermato, tempo fa, che ha mantenuto un accento meridionale nel suo inglese.
    Sempre tempo fa, da interventi che ha fatto per dimostrare quanto bene conoscesse il francese, ha usato espressioni che erano tipicamente scolastiche, sicuramente obsolete rispetto al francese non solo parlato ma anche scritto.
    Se si parla di prove Invalsi o Pisa- Ocse, che sono usate in tutta Europa per monitorare la preparazione dei giovani, lei risponde piccato o che sono usate solo in Padania o che le prove sono fasulle!
    Anche la stragrande maggioranza dei docenti in Meridione rifiuta di eseguire le prove,
    Chissà perchè?
    Si prenda la briga, prima di scrivere sciocchezze, di guardare le prove Pisa-Ocse a livello europeo…
    poi prenda quelle italiane e le disgreghi per Regione…capirà benissimo il perchè del rifiuto a controlli!!!
    Non crede che sarebbe più utile alle sue origini meridionali, e ai suoi corregionali, prendere atto dei fatti, non delle chiacchiere alla Vendola? rifletta almeno lei che ha tante lauree dei motivi di questi risultati.
    Ma non lo farà perchè lei, a parte il suo accento inglese, è rimasto profondamente meridionale nella mentalità,nel piagnisteo, nel negare l’evidenza e soprattutto nello spararle più grosse possibile.
    Siete fatti così…solo che vi rifiutate di prenderne atto.
    Uroburo non può dire che è polemica raccontare le cose come stanno!
    o come le vedo io?

    Sylvi

  7. sylvi
    sylvi says:

    Ps: x Peter
    Che mia figlia abbia imparato l’inglese in Italia è una delle sue frecciate che non fanno nemmeno prurito! S.

  8. Petet
    Petet says:

    x Sylvi

    Cara signora, le devo pur dare un’altra risposta a tono, ne conviene?
    Con buona pace di Uroburo ora pacato e sensibile, nonche’ reduce dai cori ‘angelici’ delle WM.
    Certo che sono rimasto profondamente ‘meridionale’, il che significa per me latino ed italiano, e non esattamente nel modo offensivo, volgare e razzista descritto da lei. Ma non e’ con gente come lei che si potrebbe mai impostare un discorso critico sulle mie origini, il Sud in Italia es i suoi ‘difetti’, dato che lei in primis ha una pressoche’ totale mancanza di senso crtico su se stessa ed il suo nord, e molte altre cose.
    Infatti in quel ‘ mentalita’, piagnisteo, negare l’evidenza e spararle grosse’ ha descritto compiutamente se stessa. Il suo cieco campanilismo la porta a spararle grosse da sempre sul suo beneamato Friuli, la sua storia (subalterna da sempre, anche se in modo diverso dal sud) di cui non frega niente a nessuno, le campagne, le industrie, il mercato….l’unico risultato tangibile che ha ottenuto qui e’ che lo ho cancellato mentalmente dalla mia cartina!
    I piagnistei? Madonna santa, dei suoi se ne potrebbe riempire una jacuzzi: le foibe, i caduti in Russia, le povere friulane considerate tutte p…nei secoli, le balie friulane finite addirittura a sud mentre i loro figli morivano di fame, Togliatti cattivone, i partigiani rossi sventratori e squartatori….ora pure gli uteri in affitto dai gay sporcaccioni e contro natura.
    Quanto all’evidenza, la poca che le arriva a livello cosciente viene filtrata prima da una atavica educazione religiocattolica, e secoli di pregiudizi di provincia a groppa d’asino tra austriaci, slavi e veneti.
    Cerchi di farsene una ragione, lei mi ricorda molto alcune mie parenti di una generazione piu’ su, con poca cultura e molta fede.
    Piagnistei meridionali sarebbero quelli di coloro che vorrebbero una ‘giornata della memoria’, nulla a che fare con me, ma i neoborbonici attivi e pugnaci hanno la mia simpatia.
    Si goda comunque la pensione ed i nipotini e non si cimenti troppo con cose ‘complicate’.

    Cordialmente
    P.
    Ps
    Sull’ inglese della figlia, ci ho messo un se….ma lei e’ dislessica.
    Il suo ‘francese’ mi piacerebbe vederlo o sentirlo, ma dubito che ci sentiremo mai. Del mio accento, quale che esso sia, a lei non ho mai detto nulla.

  9. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,,
    non riesco a mandare un messaggio, proverò più tardi.
    Però molto tempo fa lei stesso aveva scritto che i suoi colleghi sottolineavano il suo accento meridionale.
    Un saluto U.

  10. Uroburo
    Uroburo says:

    Io non faccio ricerche scolastiche, ma di regola non mi fido molto di chi le fa, specie in Italia. Peter says: 4 marzo 2016 en 16:46
    ———————————————–
    Caro Peter,
    con qualche eccezione – come, ahimè, la politica con il suo corollario dell’economia – questo non è più né il tempo né il mondo nel quale ci si possa esimere dal fornire giustificazioni sul proprio operato (se preferisce può anche chiamarlo “render conto”). I campi nei quali questo non si fa, ad esempio la fede, sono ormai ristrettissimi. E’ ormai prassi abituale esaminare il rendimento di quasi ogni cosa e lo si fa esaminandone le conseguenze.
    Nella scuola si esamina il livello medio raggiunto dagli allievi, nella sanità si esamina lo stato di salute ed è così ormai in tutti i campi.
    Il rifiuto della maggior parte dei docenti meridionali spiega bene le ragioni sottostanti, senza alcuna possibilità di dubbio con dati confermati da miriadi di osservazioni delle più svariate origini.
    Il fatto che lei sembri giustificare questa prassi dimostra una scarsa neutralità ed un notevole spirito di parte. Ma è gravissimo soprattutto per questo infelice paese perché saper guardare in faccia ai nostri problemi è l’unico modo per poterli risolvere, una prassi questa del tutto inusuale da noi.
    Un cordiale saluto a tutti U.

  11. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Qui la volevo. So comunque che con lei un certo ‘discorso’ si puo’ forse fare, prima pero’ qualche precisazione sul mio benedetto accento.
    Non ho mai detto che dei ‘colleghi’ abbiano mai addirittura ‘sottolineato’ (che espressione da ‘bidello’, mi consenta….) il mio accento meridionale. Che per altro non ho mai negato di avere, ne’ mi vergogno minimamente di avere. Di certo Sylvi non poteva alludere ad un ‘arioso accento pugliese'; nemmeno Nicotri avrebbe indovinato se non lo avesse saputo. Ho da sempre un accento del centro-sud, senza connotazioni regionali forti. Senza offesa, trovo molto sgradevoli gli accenti lombardi e veneti; invece il Piemonte , specie Torino, fu una gradita sorpresa, un accento settentrionale ma per me ‘italiano’, e non solo l’accento. Strano ma vero.
    Gli stranieri, quindi anche i miei colleghi di sempre, non distinguono invece tra regioni italiane diverse, questo se lo scriva sul notebook; Identificano come italiani sia i siciliani che i lombardi, se e solo parlano benino la lingua del paese ospite; altrimenti non stanno neanche a sentire e ti cantano ‘mamma mia’ ridendo, la canzoncina degli Abba, o qualche lirica di Pavarotti a modo loro.
    Il mio accento non viene sempre preso come italiano; la erre ‘forte’, che non ho mai abbandonato perche’ a me sembra debole, mi fa spesso passare come spagnolo o persino polacco (in GB ma anche in Olanda e in Germania, parlando in genere inglese); se non uso troppo la erre, mi prendono spesso come francese, dato il mio accento un po’ nasale e la ‘e”. Una evoluzione piuttosto e’ stata la mia volontaria adozione della ‘shua’, suono molto favorito dagli inglesi del Sud, e da allora mi chiamano sempre ‘mate’.

    Da notare che in US non ho mai avuto problemi di accento: non mi hanno mai invitato a ripetere una parola, mi hanno sempre capito al 100% gia’ da 30 anni fa.

    P.

  12. Peter
    Peter says:

    Avevo scritto un lungo ed inspirato post su scuola, aziende, verifiche di qualita’ e performance management, ma la mia ipad l’ha perso mentre prendevo una telefonata.
    Mannaggia ad Apple ed a chi la ha inventata.

    P.

  13. caino
    caino says:

    UNA “DIGRESSIONE”SULL’ARGOMENTO ALL’O.D.G

    In una giornata “brutta”, non so voi, ma quando smette di nevicare quasi subito,mi sembra un coitus interreptus” e in questo caso non pretendo di essere compreso dalla Sylvi, in quanto maschio…
    Rimane nel paesaggio una “fanghiglia”, che oserei paragonare all’attuale situazione politica economica mondiale.
    In altre parole amo la neve e il suo paesaggio, poiché come molti poeti (ed altri)hanno già detto nel passato la nevicata è come una sospensione della vita, in attesa di non si sa che…
    In altre parole, in attesa che la Scienza Economica ed i suoi interpreti (gli economisti) ci diano un loro qualificato parere,(di dove si vada a parare) è bene avere una sospensione momentanea..meglio che calpestare la fanghiglia attuale.
    Mi consola questo pensiero tratto dal Blog di Malvino che potrebbe essere perfino l’incipit di un bel romanzo sul medioEvo (ma ne siamo proprio sicuri ?) che riporto qua sotto :

    Quando si riesce a mettere al sicuro le fortune accumulate sgozzando e depredando, viene il momento di far dimenticare come si è riusciti ad accumularle, nel tentativo di lasciar credere che siano cadute dal cielo a premiare un eccezionale incrocio di virtù. È il momento in cui il nomignolo del delinquente diventa nome del casato, mentre i suoi misfatti vengono trasfigurati nei simboli del blasone, dove ben presto diventeranno leggenda di imprese eroiche. I modi diventano sempre più fini, il sangue diventa blu, il bottino dei saccheggi diventa possedimento, e dove prima i nemici pendevano ai ganci di macelleria si fa spazio alla pinacoteca, ben presto ricca di dipinti di rara bellezza, immancabili le ninfe al bagno, le scene tratte dalle sacre scritture, i ritratti del padrone di casa cui il pennello abbia saputo dare la patina d’uomo giusto, perfino pio.

    Un saluto
    caino

  14. Peter
    Peter says:

    x CC

    Neve a marzo?! Siete proprio messi male.
    E quel blog cosa e’, la dedica alla memoria dei Savoia?!

    Ora vado.

    P.

  15. caino
    caino says:

    Precisando meglio :

    Sull’universalità del “coitus interruptus”. Ovviamente..

  16. Peter
    Peter says:

    Riproviamo.
    Io non faccio difese d’ufficio di insegnanti, i quali hanno sempre avuto, pero’, un compito ingrato e difficile che non gli ho mai invidiato, specialmente al Sud del vostro paese. Nel valutare ‘risultati’ bisognerebbe tener conto di risorse quasi sempre carenti, condizioni sociali ed economiche della popolazione in oggetto, indici di deprivazione, minoranze etniche e/o linguistiche, etc, altrimenti diventa solo uno sterile, e per molti aspetti ‘conveniente’ sistema di dare voti e pagelline a scuole e docenti, come del resto succede da molti anni anche qui, dove addirittura le remunerazioni dei docenti risentono del ‘rendimento’ degli alunni.
    Considerazioni analoghe dovrebbero valere, e di regola non valgono, per la sanita’ cui ha pure accennato lei (Uroburo). Infatti la salute di persone che vivono in zone industriali, o deprivate, o ad alta immigrazione, o con gruppi etnici particolari, o varie combinazioni di cui sopra, ne viene affetta in vari modi; senza contare la variabile disponibilita’ di risorse a seconda delle zone, su cui non credo di dovermi dilungare. Di nuovo, non faccio difese d’ufficio di medici, specie italiani, noti per i loro malcostumi e corruzioni specie al Sud, ma non solo.
    Il problema e’ che persone come Sylvi, e forse anche lei, ‘risolvono’ la questione dandone sempre la soluta colpa ai meridionali, che sono da sempre il capro espiatorio fi tutti i mali italiani, nonche’ tappabuchi da piazzare dove fa piu’ comodo.
    Qualunque sistema serio di ‘verifica’ di risultati non dovrebbe essere un mero processo di performance management secondo una logica da bancari o aziende private con gli occhi fissi sui registratori di cassa.
    Dovrebbe essere inspirato da una logica di sviluppo professionale individuale, che si svolge non in base a parametri imposti arbitrariamente dall’esterno, ma derivante da un esame autocritico dei propri bisogni di sviluppo fatto dagli stessi professionisti in questione (docenti, commercialisti, medici…) sotto la supervisione di qualcun altro dello stesso ramo ed ambiente.

    P.

  17. Peter
    Peter says:

    Alla fine della prossima settimana, io ed altri faremo un giretto a Roma, poi Napoli, poi forse Sorrento. Tutti posti in cui mi sentiro’ molto ‘a casa’, spero.
    Se per caso Nicotri si trovasse a Roma il weekend (diceva che vi si reca spesso) ci si potrebbe magari vedere per uno spuntino insieme, e non e’ detto che non andrebbe meglio di 3 anni fa nella fredda Torino.
    I miei amci, a differenza di me, sono molto gioviali e conviviali.

    Un must see a Napoli sara’ il Cristo Velato del Sanmartini, molto conosciuto qui in GB, e considerato uno dei capolavori mondiali della scultura. Il Canova lo invidio’ moltissimo. Un mio collega si rechera’ a Napoli e Sorrento nell’estate, con la famiglia, e vuole andare espressamente a Napoli solo per quello. Io cerchero’ la ‘rotta’ migliore per arrivarci anche per lui, un ragazzone nordirlandese cge con la famiglia appresso temo sara’ un facile bersaglio per borseggiatori e scippatori….

    P.

  18. sylvi
    sylvi says:

    I piagnistei? Madonna santa, dei suoi se ne potrebbe riempire una jacuzzi Peter

    Poichè Iacuzzi è decisamente friulano, ha mantenuto ancora oggi una piccola fabbrica nel paese di origine, mentre i friulani inventavano, intraprendevano e soprattutto lavoravano e lavorano, non hanno avuto nè hanno tempo per i piagnistei!
    Ad esempio quest’anno celebriamo il 40° del terremoto e del “modello Friuli” nella ricostruzione!
    Un po’ diverso di quel che è successo in meridione! Mi creda sulla parola!
    Il fondo il piagnisteo lo ha fatto anche lei sul post, dicendo che in meridione non hanno…questo, quello e altro per competere nei test scolastici o sanitari….ma mi faccia ridere a crepapelle…
    Voi avete le scuole incompiute, gli ospedali con fior di attrezzature imballate da decenni, in reparti mai nati o abortiti, quando non saccheggiati….insomma voi avete la Salerno-Reggio Calabria che riassume il tutto!

    Ha ragione Uroburo; quando non c’è senso critico non c’è nemmeno volontà di cambiare!

    The rest is silence. Tiè!

    Sylvi

  19. Peter
    Peter says:

    Infatti persino i friulani, signora mia, fanno qualcosa socialmente utile ogni tanto; ho citato la vasca Jacuzzi proprio per venirle incontro. Guardi pero’ che il nome e’ Jacuzzi, con la J.
    Il terremoto era appunto l’unico suo piagnisteo che mi ero scordato di citare tra i tanti; ora lo ha fatto di nuovo lei, ergo Deo gratias agamus.
    Complimenti a sua figlia per le lezioni di inglese che le da’, un compito arduo ed ingrato, immagino; ma il silence dovrebbe essere il suo, ogni tanto; lei perde sempre occasioni d’oro per starsi zitta.

    P.

  20. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    Tanto per chiarire: ha ragione, sarebbe Jacuzzi, rigorosamente con la J friulana di molti cognomi nostrani, (errore di velocità il mio!) .
    Spero infine che ai meridionali venga al più presto il piagnisteo alla friulana.
    Sarebbe un bene per tutti!!!!!

    Sylvi

  21. Peter
    Peter says:

    Ed anche qui si sbaglia, come sempre, signora mia; la J e’ comunissima nei cognomi del Sud, vedasi Jervolino, Jannacci, e tanti altri.
    Grazie ma del Friuli, o di una famiglia friulana, ci basta ed avanza la Jacuzzi; dei piagnistei ne faremmo volentieri a meno.

    P.

  22. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    Julia, un nome per tutti, le dice niente? Non la grappa, nome rubato!
    La j è organicamente inserita nella lingua friulana, ( cjase, cjstiel, cjoche, molcje..) cosa che non mi pare nei dialetti del sud
    Comunque io mi tengo la Jacuzzi in casa, lei avrà sicuramente la “Jervolino” che fa le bollicine d’acqua minerale!!!

    Sylvi

    Sy

  23. caino
    caino says:

    Caro Peter, (finalmente sei uscito dal guscio)

    e proponi

    “Qualunque sistema serio di ‘verifica’ di risultati non dovrebbe essere un mero processo di performance management secondo una logica da bancari o aziende private con gli occhi fissi sui registratori di cassa.
    Dovrebbe essere inspirato da una logica di sviluppo professionale individuale, che si svolge non in base a parametri imposti arbitrariamente dall’esterno, ma derivante da un esame autocritico dei propri bisogni di sviluppo fatto dagli stessi professionisti in questione (docenti, commercialisti, medici…) sotto la supervisione di qualcun altro dello stesso ramo ed ambiente”

    Bene per il primo capoverso, totalmente utopico il secondo, dove non si comprende bene la ragione per cui i singoli individui dovrebbero fare dei seri esami autocritici .L’autoconservazione dei propri “privilegi” tende al conservatorismo in tutti gli ambienti professionali ,se non esistono stimoli esterni che mettono a rischio i medesimi.
    Detto ciò poi sperare che da iniziative “individuali” possano nascere iniziative che migliorino il sistema generale è pura utopia, Ognun per se Dio per tutti è il” verbo” che anima l’individuo.
    Figurarsi poi se entriamo nella sfera della Produzione dove il “credo” utopico è quello che animò ed anima la giustificazione morale è cioè che il successo del singolo porti benessere per tutti.
    Ciò come ben si sa è valido in certi casi e soprattutto non tiene conto dei danni collaterali che sovente provoca.
    E’ l’utopia del liberalesimo più becero ,che assolve le coscienze individuali. Roba vecchiotta. Che in certi ambienti nostrani , porta ad essere cattolici per tradizione, protestanti per interesse ed ora anche una spruzzatina di ortodossia non guasta.
    Bene invece la critica generale ai sistemi di valutazione asettici, ne conosco alcuni che portano alla rovina le aziende al posto di aiutarle.
    Ovvio che la conclusione non può che essere che in aree di “sviluppo ineguale “non vi possono che essere risultati ineguali .
    Quindi per concludere direi positiva la tua analisi in generale nel tentativo di superare lo stereotipo :
    I meridionali sono quello che sono perché non hanno voglia di lavorare e sono indolent”i, ma che in fondo è sterile ,perché finisce per partire da valutazioni che affidano al solo “individualismo”la base per rimediare.
    Impossibile. Utopico.

    caino
    ps sono sicuro che la discussione seria continuerà.

  24. Peter
    Peter says:

    x CC

    Infatti quello e’ grosso modo il modello di verifica di qualita’ in auge ed uso nei paesi anglosassoni, i quali hanno una lunga tradizione di critica dei sistemi prima ancora di arrivare a responsabilita e ‘colpe’ o carenze individuali.
    Non posso e non intendo dilungarmi troppo, ma sono lieto che lei almeno capisca di cosa parlo, cosa su cui per la verita, non avevo troppi dubbi.
    La autocritica, comunque, si basa su cose ‘andate male’ non su un generico mea culpa e confessione di peccati.
    Cio’ presuppone uno scrutinio esterno, certo. Per esempio, se in una classe quasi tutti gli alunni vanno male in algebra (su tests che ormai si fanno al computer, quindi inoppugnabili) il mentor chiede all’insegnante se il suo metodo sia modificabile, e come. Il modo migliore di modificarlo viene negoziato periodicamente (corsi on line, tutorials, etc).
    Lo stesso vale, in teoria, per incidenti sul lavoro nelle aziende, ma allora si fanno vere e proprie inchieste, o per cali di vendite, produzioni difettose ettc etc. Ma come dicevo, il sistema funziona poco e male in aziende che funzionano secondo una mera logica di profitto, cioe’ quasi tutte.

    Un saluti

    P.

  25. pino nicotri
    pino nicotri says:

    x Sylvi

    A parte il cognome Scialoja, originario della Napoli del regno delle Due Sicilie e discretamente importante anche per la storia italiana tant’è che a Roma c’è la via degli Scialoja, ricordiamo le parole jettatore, il pronome j’ per dire io, la voce verbale je per dire è, il participio passato juto per dire andato, jamm’ per dire andiamo, juorno per dire giorno, jurnata per dire giornata (” ‘na jurnata ‘e sole”), ecc.
    Buona domenica.
    pino
    P. S. Riguardo le bollicine della Jervolino, la tua affermazione può essere equivocata…. Molto equivocata.

  26. Uroburo
    Uroburo says:

    Insomma siamo arrivati alla pregevole ed inaspettata conclusione che vari dialetti d’Ittaglia (ed in passato perfino la lingua italiana) usano la J. Chi l’avrebbe mai detto??!!
    Eccezzzzziunale!… Veramente!…
    Un saluto a tutti U.

  27. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Se la prenda con la sua pregiata amica, secondo la quale invece anche la J sarebbe specifica ed ‘organica’ al dialetto friulano (che lei ovviamente chiama lingua), e persino la whirlpool sarebbe esclusiva del suo posto al sole. Dovrebbe ringraziarmi della pubblicita’, dato che io la chiamo ancora Jacuzzi, e con me pochi altri. Complimenti comunque al defunto sig. Jacuzzi per averla brevettata in US, cosa che gli italiani regolarmente non fanno (vedi telefono ed altri ammennicoli).
    Io ci tenevo solo allo spelling corretto di un nome proprio, della j al posto della toscana i non me ne potrebbe fregare di meno.

    P.

  28. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter, e caro CC,
    senza voler entrare in discussioni stantie e che lasciano comunque il tempo che trovano, direi che prima si fanno i test di verifica dei risultati e poi, se mai, si criticano le modalità. Ma si criticano con prove addotte a loro volta verificabili.
    Perché, altrimenti il dire che:” Qualunque sistema serio di ‘verifica’ di risultati non dovrebbe essere un mero processo di performance … Dovrebbe essere inspirato da una logica di sviluppo professionale individuale, che si svolge non in base a parametri imposti arbitrariamente dall’esterno, ma derivante da un esame autocritico dei propri bisogni di sviluppo” ecc. potrebbe diventare – Dio non voglia! – un comodo alibi per giustificare i lavativismi più indecenti. Molti de’ quali abituali in Meridione, se solo si facesse un confronto sul numero de’ dipendenti pubblici spesso occupati a far non si sa bene cosa ma certo non qualcosa di utile alla collettività. Come dimostrano le recenti polemiche sui dipendenti della reggia di Caserta.
    Ecco sono proprio queste difese di principio, che contengono di fondo l’idea che non si possano fare verifiche perché altrimenti si offenderebbe la libbbbertà e la dignità de’ dipendenti dello Sctato.

    Mettiamola in un altro modo: a me piacerebbe tanto sapere come viene speso il denaro che pago con le mie tasse e vorrei che fosse speso in modo razionale e congruo con il soddisfacimento de’ bisogni per i quali pago. E se così non fosse non avrei proprio alcun problema a mandare a casa coloro che non fanno quel che devono, a nord come a sud, a Lecce o a Palermo come a San Remo.

    Il vero problema è che in questo paese perduto i sindacati, e qui ha purtroppo ragione la Silvy, difendono principi e gentaglia del tutto indifendibile e che dovrebbe essere licenziata in tronco.
    Un saluto a tutti U.

  29. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    veramente il primo che ha sollevato il problema di come si scrive Jacuzzi è stato lei, il resto è stato il logico seguito…..
    Secondo me attaccarsi agli errori dell’interlocutore è un’inutile scortesia poi ciascuno fa quel che gli pare.
    Ripeto: ci sono mille modi per scambiarsi opinioni differenti, ma fare una continua polemica su tutto a me sembra inutilmente faticoso. Però c’è gente che partecipa ai blog solo per quello…
    Un saluto U.

  30. caino
    caino says:

    Caro Uroburo,

    se hai ben compreso quello che ho scritto, nelle mie parole non vi era nessun accenno ad una sorta di giustificazionismo di chicchessia, tanto al nord ,quanto al sud.
    Ho semplicemente detto e in questo Peter ha ragioni da vendere, che applicare sistemi di valutazione a realtà diverse, non può che portare a risultati diversi, nella media.
    Dopodiché ,a questo punto, verrebbe scherzosamente da dire , che visto che i sistemi di valutazioni ,costano pure loro, sprecheremmo i soldi dei contribuenti per pagare valanghe di sociologi e magari psicologi ,per conoscere quello che si sapeva a priori.
    Semmai l’unica risultato a cui giungono ,non è quello di conoscere una realtà sconosciuta, ma bensì valutare esclusivamente l’entità del fenomeno ed anche con “misure” successive valutare se aumenta o diminuisce nel tempo, tanto per sapere se i “i rimedi ” adottati sono stati efficaci o meno. Ed eventualmente correggerli.
    Sul come poi intervenire ,si apre una discussione e visto che hai introdotto di “fresco “l’argomento di come vengono spesi i i “tuoi” i nostri soldi di contribuenti,(quelli li pagano ,ovviamente).
    Lo Stato italiano, in questo è da sempre stato insufficiente ed addirittura criminale da questo punto di vista, per i motivi attribuibili ovviamente al mercimonio del voto di scambio ed al mantenimento del potere in stile social mafioso.
    Fenomeno quanto mai diffuso al Sud, ma ti posso assicurare anche al Nord, fatti un giro anche nel varesotto..
    Da noi non ne parlo , mi viene da ridere, nel Milanese mi viene da singhiozzare e bada bene , non è un fenomeno recente, ma vecchissimo.
    A giudicare infine dai nuovi fenomeni delle 5M e da quelli legaioli si direbbe ormai sistema ampiamente diffuso nel tessuto sociale e negli usi e costumi degli italioti in genere.
    Ovviamente solo in Friuli sono tutti santi, fino a prova contraria..il tempo è sempre signore in materia !
    infine anche in questo caso ,scopriamo l’acqua calda, visto che proprio le analisi economiche che si facevano negli anni 60 e 70 , dicevano che la nostra crescita economica favorita da alti tassi , saggi di profitto ,si basavano solo su bassi salari nei confronti dei nostri “competitor” di allora. In sostanza la Cina odierna.
    Il sistema inefficiente degli investimenti pubblici era fin da quei tempi una tara, una palla al piede, del sistema Italia.
    Vuoi che ti mandi i dati storici, per caso ?
    Piuttosto bisognerebbe chiedere ai “virtuosi ” produttori del Nord Est ed Ovest, perché pur sapendolo in fondo, Gli andava bene così.
    Credo tu conosca la risposta, quanto me.
    Per finire ti posso soltanto dire che comunque il sistema globale è alla frutta, aspetta soltanto il caffè corretto, per cui è perfino inutile scovare sistemi valutativi nuovi.
    Si alimenta solo il mercato dell’ovvio, la fanghiglia in cui si stanno rimestando cose che neppure Lapalisse si sarebbe sognato di pensare.

    caino

  31. caino
    caino says:

    Per cui spuntano pure anche emerita cazzate su giornali seri come il NYT :

    http://www.nytimes.com/2016/03/03/technology/plan-to-fight-robot-invasion-at-work-give-everyone-a-paycheck.html?contentCollection=weekendreads&action=click&pgtype=Homepage&clickSource=story-heading&module=c-column-middle-span-region&region=c-column-middle-span-region&WT.nav=c-column-middle-span-region&_r=1

    caino

    Il che la dice lunga, sui moderni istrioni, che non si sa più se in mala fede o in buona fede, di sicuro non sanno più nemmeno loro che cazzo dire.

    caino

  32. caino
    caino says:

    Io ho dei seri problemi dialettali su termini come “roch”e ” urissì” che sono nella lingua piemontese del Nord ovest -ovest, che sembrano essere residui arcaici della presenza dei galli sulle nostre terre.
    Tradotti vogliono significare masso e temporale violento.
    Penso di organizzare un Evento ,in cui discutere del problema e dato che sto rileggendo Musil,,mia vecchia passione giovanile, mi vengono in mente queste parole da lui scritte per altri eventi , ma che si adattano perfettamente al mio problema :..”.se qualcuno ,mentre si recavano al convegno, avesse chiesto loro se sapevano che cosa fosse un grande evento, avrebbero certo risposto affermativamente, ma posti di fronte all’urgenza di inventarne uno si erano a poco a poco afflosciati, e avevano sentito dentro di sé qualcosa come un brontolio di carattere molto naturale..”

    Pag 165 Einaudi gli struzzi 26 trad Anita Rho

    caino

  33. Linosse
    Linosse says:

    Caro Caino ,cari tutti
    Riprendo a scrivere dopo tanto tempo ,purtroppo non sereno per la perdita in poco tempo di tre fratelli ,ma così è ,tutto passa e bisogna lasciarlo scorrere .
    Il NYT non fa altro che cassa ridondante di informazioni eco e no nomiche(una nuova disciplina che vale come un’altra visto che a Parigi con un decreto legge hanno elminato la contaminazione galoppante atmosferica)per cui la caduta tendenziale del tasso di profitto è caduta come una tegola sulla testa di sprovveduti spovvisti di di elmetto di protezione e già si vedono gli effetti.
    Lavurà o non lavurà alla fine non è tanto importante ,siamo tutti innecessari (pleonastici?),l’importante è che la circolazione turbo dei danè non abbia soste ,colli di bottiglia ed ingorgi che sono il segno di questi tempi che ci tocca di vivere.
    Abbiamo visto come funziona il tutto:meno lavoro pè tutti, ma ciononostante superproduzione di merci e affari d’oro per speculatori senza soste ma con la ben posizionata benda da pirata sugli occh.i Navigano ,come sempre hanno navigato ,nei mari magnum nostri ,loro e di chiunque , ben mimetizzati con cravatta e fiore all’occhiello e …zaci ,tra un derivato e l’altro (tanto un virtuale vale come un’altro,ti aumentano il capitale in tempo reale a colpi di tastiera di computer.
    Ah la fatica le preoccupazoni e la perdita di ore di sonno(il tempo,si sa è denaro)per essere nella lista dei pochi % dei superricconi di questa terra ridotta ,per ingordigia galoppante ,a una cloaca solida(ma è possibile tasformare una cloaca di natura liquida in solida?).Miracoli del lbberalismo senza soste ed intoppi.
    Un saluto
    L.

  34. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Io non ho mai avuto nulla in contrario a ‘far lavorare’ i dipendenti pubblici, verificarne il rendimento etc, ma ‘quis custodiet ipsos custodes?’.
    Io stesso anni fa riportavo da El Pais dati scandalosi sui dipendenti ‘pubblici’ in Sicilia, 26.000 guardie forestali, ad esempio, piu’ del resto d’Italia messo insieme, nella regione col piu’ alto numero di incendi boschivi dolosi; 5000 ‘alti incarichi’ del governo siciliano, piu’ del governo di Sua Maesta’, e via elencando.
    Ma le insinuazioni a tappeto sui voti di maturita ‘gonfiati’ a Sud sono una cosa un po’ diversa.
    A proposito di voti e pagelle, io di regola non correggo nessuno sul blog. Con Sylvi faccio un’eccezione, dato che e’ una signora con me sempre piuttosto ruvida e sgarbata, con tutto il rispetto per la sua eta’ e status. Ma il vero punto in questione, stavolta, e’ che la vasca a getti d’aria e’ universalmente conosciuta come Jacuzzi, che inglesi ed americani pronunciano ovviamente gi-acuzzi, un nome persino ‘brevettato’.

    P.

  35. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro CC,
    per la verità Peter un po’ giustificazionista mi sembra, visto che non ricordo di averlo mai sentito criticare il Sud neppure nei suoi aspetti più indegni.
    Il racconto di Peter (oggi si dice la storytelling, ouhyeaaahhhh) è quello classico: tutto nasce dalla conquista militare del Sud da parte di un Nord sfruttatore e persecutorio. Cosa sicuramente vera ma che oggi non ha più molto senso: il livello economico del Meridione è di circa 2/3 rispetto a quello del Nord, ma con ben maggiori spese di sopravvivenza (riscaldamento, vestiario, alimentazione, prezzo dei trasporti ecc.). Sul piano puramente economico mi sa che si vive meglio a Sud che da noi.
    La visione gramsciana, che ho condiviso per decenni e che è storicamente vera, oggi mi sembra un po’ superata dagli eventi. Il sud è più ricco delle regioni povere della Spagna, anche se laggiù non c’è il reddito della criminalità organizzata, un tema questo mai toccato da Peter quando non negato.
    Per la verità mi sono convinto che chi ha veramente fregato il Sud non è stata tanto la classe digggerente nazzzionale quanto la sua stesa classe diggerente.
    L’aristocrazia e la “borghesia” meridionali sono sempre state totalmente parassitarie, proprio come le città dell’impero romano, e sono sempre, a tutt’ora, vissute sfruttando il loro paese senza dare nulla in cambio, neppure le competenze tecniche, per lo più assenti.
    Non hanno mai fatto nulla per migliorare lo stato delle cose nei loro stessi paesi, tranne continuare a succhiare dalla tetta dello stato, con una modalità anch’essa totalmente parassitaria.
    Questa è la vera storia, che, ahimè, neppure le sinistra è capito, basti vedere le ridicole interpretazioni sulla mafia!…
    Che poi la situazione della corruzione possa ormai essere uguale a Sud come a Nord questo sarà anche vero, però secondo me bisognerebbe viverci per poterlo dire con reale cognizione di causa. Le persone che conosco io, tutte, mi dicono esattamente il contrario. Sono casi individuali, certo, ma non proprio pochi, e tutti dicono la stessa cosa: giù è un altro mondo. Sbaglieranno. ..
    Un caro saluto U.

  36. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    il vero problema è che molti, troppi, docenti meridionali (regolarmente di buona famiglia, regolarmente facenti parte della classe digggerente locale) prendono la scuola (edil lavoro in genere) come una sinecura: basta veder le assenza dopo le feste di Natale e Pasqua.
    Il resto viene di conseguenza.
    Naturalmente con tutte le eccezioni possibili, moltissime reali.
    Un caro saluto U.

  37. Uroburo
    Uroburo says:

    ERRATA CORRIGE
    Ho trovato un sito con i redditi delle regioni europee: dopo la Grecia ed il Portogallo il Meridione è la zona più povera d’Europa (occidentale). U.

  38. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Anche lei e’ comico. Giorni fa chiedevo a Nicotri quale fosse l’attualita’ delle dispute meridionali sull’annessione di 150 e passa anni fa, Nicotri mi rispose che il modo in cui il paese venne unificato, ed i suoi danni, restano molto attuali. Lei dice che era vero allora, 150 anni fa, ma non adesso; e’ invece tutta colpa dei residui dell’impero romano a sud, certo molto piu’ attuali.
    Prima dice che a sud il reddito pro capite e’ di due terzi della media nord, e che al sud si vive meglio. Poi scopre che il sud dell’ Italia sta’ meglio solo di Portogallo e Grecia. Dimenticandosi di aggiungere quale sia la percentuale di disoccupazione al sud rispetto alla media nazionale.
    In passato mi ha qualificato, negli anni, come ‘fanatico meridionalista’, ‘con una mentalita’ di estrema destra’, ora ‘giustificazionista del meridione, anche nei suoi aspetti piu’ indegni’.
    Tutti giudizi che nin mi tangono e mi scrollo senza troppo turbarmi.
    Infatti io non ho mai raccomandato il sud, e l’Italia in genere, come una terra dove vivere e lavorare per persone non disposte a fare compromessi di ogni , o che non sono disposte a chiudere tutti e due gli occhi su ogni sorta di andazzo. Prova ne sia che me ne sono andato appena possibile, e ci torno ogni tanto solo per brevi vacanze.
    Non sono al corrente del giro d’affari della criminalita’ organizzata e se non ne parlo e’ perche’ non ne so un accidente. A differenza di altri bloggers, infatti, non parlo di cose che non so.
    Se difendo il sud e’ perche’ qui viene attaccato di continuo, con modalita’ spesso di stampo leghista e razzista. Il suo nord, ma direi lo stato italiano in genere, dominato essenzialmente dal nord, hanno controbuito a dare una cattiva reputazione anche ai meridionali all’estero, persone che di solito lavorano duramente ed onestamente. o non hanno fatto nulla per difenderli nel migliore dei casi.
    Persino in US, hanno alla fine dovuto ammettere che per una percentuale di mafiosi di un immigrato italiano su 6000, ‘tutti’ gli italoamericani del XX secolo erano considerati mafiosi sino a prova contraria.
    Visto che le piacciono gli aneddoti, gliene racconto uno o due io.
    Anni fa chiedevo a mio fratello, si parla sempre di mafia, tu la vedi mai qui? Lui mi rispose che, forse, in citta’ vi erano negozi che pagavano il pizzo. Altro non sapeva.
    Oltre dieci anni fa, un suo conterraneo (di Uroburo) era qui in visita di affari; si diverti’ molto a sentirmi parlare di verifiche di qualita cui ero soggetto. Dopo una birra o due, scherzo’ che in Italia direbbero ‘vai a fare la verifica a tua sorella’. ‘Da noi si paga, si ottiene il posto, poi tutto a posto, niente rotture di scatole’.

    Comunque io non attribuisco tutti i mali del sud alla conquista passata, questa e’ sempre stata una sua illazione. La geografia ha la sua importanza, il Mediterraneo ha perso ogni reale forza innovativa dalla fine dell’ impero romano, dal Rinascimento a volere essere ottimisti. Chiesa e Controriforma hanno zavorrato la penisola. Le rotte commerciali e le fonti maggiori di produzione, quindi anche di innovazione culturale, tecnica e di mentalita, si sono spostate da secoli molto piu’ a nord del Mediterraneo. E’ ovvio che il nord della penisola si sia quindi venuto a trovare in una posizione piu’ vantaggiosa sotto ogni aspetto, compresa la scomparsa del latifondo e quibdi del feudalesimo molto prima che a Sud. In sostanza, a Sud, via terra, si poteva venire in contatto solo con altri italiani, cioe’ voi.
    Fenomeni molto analoghi accaddero in Spagna, penisola pero’ unita ormai da 5 secoli, e con la passata dominazione moresca sul groppone con cui fare anche i conti. Ma le divisioni nord-sud e gli stereotipi sono molto simili all’ Italia.
    La specificita’ dei fenomeni mafiosi in Italia nel Mediterraneo rimane un ‘mistero’ anche per me.

    P.

  39. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Uroburo

    Quando scrivemmo il libro Fratelli d’Italie – dove Italie è il plurale di Italia e non Italia scritto in francese – assieme all’economista Renato Brunetta e al fondatore della Liga Veneta, Franco Rochetta, la buonanima del docente Sabrino Samele Acquaviva mi spiegò che il Meridione è povero come entrate ufficiali, ma se si vanno a vedere i depositi bancari non è più così. Il libro è stato edito nel 1994, ma non credo che la situazione sia cambiata se non per l’aumento dei depositi bancari.
    Un saluto.
    pino

  40. sylvi
    sylvi says:

    Ho rivisto questo pomeriggio il film , recentemente restaurato, Rocco e i suoi fratelli di Visconti, non di un regista qualsiasi.
    E’ come rileggere un libro, ad anni di distanza; lo si comprende in maniera assolutamente diversa nella maturità.
    Oggi mi ha commosso! L’inizio, l’arrivo di questi meridionali a Milano con il loro cumulo di bagagli, pezze di cotone legate con un nodo, così attuale ai giorni nostri, questi ragazzi coraggiosi che assieme alla mamma, con la spilla del marito defunto sul petto e il fularone nero in testa; l’arrivo traumatico in una casa da dove vengono immediatamente cacciati;la sistemazione in un seminterrato senza nessuna comodità mentre fuori nevica…insomma i nostri migranti di oggi!
    Poi la storia si dipana e prende altre strade….Visconti da quel grande artista che era, ha disegnato i personaggi, le situazioni e gli ambienti; e gli attori , che sono stati altrettanto eccezionali .
    Ma non volevo raccontare la trama nota del film; volevo captare il messaggio che Visconti voleva inviarci: la realtà di un meridione costretto a fuggire; la difficoltà individuale all’inserimento in un ambiente, persino meteorologico diverso, lo straniamento che riporta a desiderare il ritorno alle radici.
    Ma se il “piccolo” di casa, nel film, ritornerà al Paese non ci ritornerà come è partito o come non fosse mai partito,se fosse rimasto. Ci tornerà profondamente cambiato e pronto a combattere per cambiare ciò che tutti i fratelli avevano lasciato.
    Senza tornare all’Impero Romano o al Rinascimento, o al Risorgimento, credo che solo nel lungo periodo, il meridione può aspirare a diventare “normale”, per quel che può voler dire la parola..
    Non lo cambieranno quelli che da lontano lo difendono, nè quelli che da lontano lo denigrano; questi ultimi al massimo servono a definire i problemi, ma non per chi si rifiuta di capire.
    Se, come ho letto più volte sul blog, per cambiare le cose serve una rivoluzione…in Italia l’unica rivoluzione è la secessione. Non credo che ci siano ancora decenni e decenni a disposizione per cambiare pacificamente.
    Peter ed io non possiamo capirci, abbiamo un dna diverso, bisogna prenderne atto.
    Ma poichè io e i miei figli viviamo in Italia, soltanto forse con i suoi nipoti “italiani non pentiti”,possiamo incontrarci.
    E’ questa la mia speranza!

    sylvi

  41. Peter
    Peter says:

    x Sylvi

    Dubito che lei vedra’ mai un’Italia secessa, ed a braccetto coi miei nipoti, il cui DNA e’ comunque simile al mio, ammesso che c’entri un tubo.

    P.

  42. Peter
    Peter says:

    A proposito di rischi di guerre.

    Putin, e’ provato, fomenta estremismi di destra e sinistra in Europa, specie in Germania. Paga o sostiene chi odia la Merkel per via degli immigrati. Vuole far cadere la Merkel che e’ sempre stata ‘stretta’ con le sanzioni alla Russia.
    Piu’ in generale, sospetto voglia anche far disgregare e collassare EU come istituzione.

    P.

  43. sylvi
    sylvi says:

    x Uroburo

    E’ troppo tempo che non viaggio verso Ovest. E’ ora di pensarci!
    Ne riparliamo presto.

    Ps: Sempre che voi non vogliate affrontare l’impervio viaggio verso il selvaggio Est.

    ciao
    Sylvi

  44. caino
    caino says:

    Caro Peter,
    non sta a me dirlo, ma se mi ricordo bene Pino di mestiere fa il “giornalista” e il libro è del 1994.
    Un buon giornalista, se gli fosse concesso, intervisterebbe pure Belzebù.

    caino

  45. caino
    caino says:

    Caro Linosse,
    ricambio i tuoi saluti con un po’ di ritardo e sono addolorato per la scomparsa dei tuoi fratelli.
    Spero di rivederti sul Blog più sovente.
    Un giorno se avrò tempo ti racconterò una bella storia.

    un caro saluto

    caino

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