In attesa di sapere se davvero Olmert attaccherà anche l’Iran ecco i racconti di una brava inviata in Israele
Non so se l’Israele bombarderà davvero l’Iran il giorno 20, schiaffeggiando così pubblicamente e clamorosamente anche Obama nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Il governo israeliano è ormai fuori controllo, condotto da omuncoli come Olmert capaci di lucrare perfino sugli orfani gonfiando le note spese dei viaggi sta spingendo il suo Paese in un tunnel sempre più buio, ma sa che può contare su gran parte dell’opinione pubblica occidentale grazie all’ignoranza in cui è tenuta dalla propaganda dei mass media, che quando si tratta di Israele di informazione ne fanno meno che mai. Tant’è che tutti si bevono la balla dei civili usati come scudi umani dagli stessi palestinesi, balla inventata per tentare di giustificare l’ignobile mattanza e pulizia etnica in corso nella Striscia di Gaza. Che sia una balla lo dimostra sia la mancanza di ribellione dei civili contro Hamas – e anzi anche Al Fatah, cioè gli uomini di Abu Mazen, ora combatte affianco ad Hamas! – e sia il fatto che si tratta di affermazioni dell’ufficio stama (e propaganda) delle forze armate israeliane, cioè di uno dei due contendenti. Che per giunta – guarda caso – non vuole la presenza di giornalisti, così come da sempre non vuole l’Onu tra i piedi. Ora forse si capisce meglio cosa successe in realtà a Jenin, quando anche nostre balde giornaliste di parte si bevvero, e propinarono, la bella versione scodellata loro a botta calda da un ben preciso ufficiale portavoce dell’esercito. Ora non ne ricordo il nome, ma quanto prima tornerò su quella vergognosa vicenda.
In attesa dei giorno 20, giorno comunque fatidico se non altro perché si insedia Obama e in troppi sperano da lui l’impossibile, vi propongo dei reportage di una collega da Israele. Vi propongo i post della collega Barbara Schiavulli, de L’espresso, scritti per il suo blog. Barbara ha lavorato a lungo anche in Iraq per vari giornali dopo l’invasione angloamericana, quando i giornali preferivano non mandare i loro inviati per paura dei continui attentati e del pericolo di rapimenti. Barbara è quindi una collega brava e coraggiosa, oltre che sempre molto informata specie per il Medio Oriente. Dopo l’invasione di Gaza è stata mandata in Israele, dove anche a lei è stato impedito di mettere piede nella disgraziata Striscia di Gaza. Ho deciso di dedicare una puntata alle sue annotazioni in Israele riguardo le cose che ha visto e vissuto.
BENVENUTA IN ISRAELE
1 gennaio 2009 – Non c’è niente da fare. Ci sono cose che non cambiano mai. Nemmeno le mie reazioni riescono ad essere più evolute di dieci, o cinque o due anni fa. Nemmeno di tre mesi fa. Arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, con un volo Alitalia, come sempre in ritardo. Scendo, sono con un collega. Il sole filtra attraverso le grandi vetrate, c’è sempre un po’ di emozione a tornare in Israele. D’altra parte tutto è cominciato qui anche per me. Questo posto è stato lavoro, casa, amici, ho scritto i miei primi pezzi, ho raccontato le prime storie, ho visto persone morire, persone fuggire, persone scomparire. Ho conosciuto il dolore in questo posto. La rabbia. La rassegnazione. Mi sono imbattuta nella forza delle persone che affrontano la sofferenza, le loro vite fatte a pezzi. Quando vivevo a Gerusalemme, ho vissuto la sottile paura che ti accompagna quando sali su un autobus o ti fermi a fare uno spuntino in un bar. Ho imparato ad abituarmici come fa la gente che vive in situazioni estreme. Da una parte o dall’altra. Sono trascorsi anni e faccio a fatica a distinguere il dolore dei palestinesi da quello degli israeliani. Non riesco a essere di parte. Ricordo una ragazza di 19 anni che doveva sposarsi e invece è morta con il padre il giorno prima delle nozze, spazzata via da un kamikaze. Credo di non aver mai pianto tanto ad un funerale circondata dai parenti della ragazza che erano venuti per il matrimonio. “Tu sarai sempre la mia sposa”, disse il suo fidanzato mettendole l’anello sul panno di velluto che copriva il suo corpo devastato. Poche ore prima invece avevo visto morire un bambinetto palestinese colpito da un pezzo di cemento schizzato da una casa. Un carro armato israeliano stava sparando contro l’edificio per far uscire quattro militanti. Il bimbo che indossava una magliettina rossa è stato colpito in piena faccia. E’ rimasto un buco nero.
Insomma torno a oggi. Era solo per dire che questo è un posto che ho dentro. Con tutte le sue contraddizioni, con i suoi problemi, i suoi torti e le sue ragioni. Arrivo all’aeroporto, la ragazza del controllo passaporti guarda schifata il mio passaporto quasi nuovo. Ho solo tre timbri: Emirati Arabi Uniti, Afghanistan e Pakistan. Un attimo prima le ho chiesto con gentile fermezza di non mettermi il timbro israeliano. Altrimenti al mio ritorno dovrei rifare il passaporto, perché molti paesi arabi non ti lasciano entrare se hai un visto israeliano. Giusto o sbagliato che sia, questo è quanto. La ragazza, una ricciolina che vedrei meglio su un cubo in discoteca, che immersa nella sua divisa troppo stretta, chiama la sicurezza. Vorrei già cominciare a urlare.
Arriva un poliziotto, mi accompagna in una stanzetta e si dimentica di me. Accanto ho un ragazzetto svizzero che ha la mamma israeliana e la sorella che l’aspetta fuori, più in là c’è una ragazza bionda, probabilmente russa e uno con una giacca rossa firmata Ferrari dai tratti somatici che sembrano arabi. “E tu che ci fai qui? Perché sei pericoloso?”, dico al ragazzo, che andrebbe punito solo per la bruttezza delle scarpe. “Ho il timbro del marocco, ci sono andato in vacanza un paio di mesi fa”. Annuisco. Cavoli, un israeliano che va in vacanza in marocco. Molto pericoloso. “E tu?” mi chiede lui. “Sono una giornalista, capita spesso, soprattutto perché ho tanti visti di paesi arabi”. “Eh già – dice lui – questa è la democrazia israeliana, ma bisogna anche capire”. Capisco sul momento, ma dopo due ore non capisco più. “Mi scusi?”, mi affaccio e chiamo una poliziotta. “Stia seduta e aspetti il suo turno non vede che sto parlando con qualcun altro?”. Comincio a pensare che invece di arrabbiarmi forse dovrei chiamare l’ambasciata. Poi penso, cavoli e il primo dell’anno, non possono tirarla tanto per le lunghe. Neanche quella poliziotta può essere maleducata e prepotente come quasi sempre accade. Ovviamente sono solo ottimista. Scalpito. Sbuffo. Fumo. (non una sigaretta, dalle orecchie). Una piccola tv manda le immagini di Gaza. Dovrei essere già essere in albergo e pensare al da farsi. Invece sto qui. Tiro fuori un libro, mi metto a leggere. Piano piano tutti se ne vanno, arrivano altri.
“Venga”, mi dice una della sicurezza che mi porta in uno stanzino. “Dobbiamo farle qualche domanda”. “Ok”. “Vedo che è stata tante volte qua”. “Seguo questa zona”. “Ah si?”. “Già”. “E conosce persone suppongo”. “Qualcuna, sa faccio la giornalista”. “E per chi lavora? E da quando? E quanto resta, e dove andrà?, ha un tesserino? Non ne ho mai visto uno così”. Lo so, il tesserino dell’ordine dei giornalisti è un po’ ridicolo, ma è quello che passa il convento, per il resto, rispondo come posso, nel modo più vago possibile. “In quali paesi arabi è stata?”. “Tutti”. “Tutti quali?”. Sciorino un elenco, non mi ricordo neanche cosa ho mangiato ieri, figuriamoci dove sono stata catapultata negli ultimi anni. “Conosce qualcuno in quelle zone?”. “No parlo con le piante”.
“Intendo se ha amici”. “Non ho amici. Sono antipatica e asociale”. Mi chiede dove abito, il mio numero di telefono. “Sono qui solo per raccontare questa storia”. Quale storia? “Quello che sta succedendo a Gaza”. “Ah – dice lei – e ha intenzione di entrare?”. Quando apriranno entrerò con tutti i colleghi del resto del mondo. “Non lo sa che è zona militare e non si può entrare?”. Lo so, ma prima o poi apriranno. “Non credo”. Strabuzzo gli occhi. Ammetto di essere esausta. Ho fame. Le vetrate non filtrano più il sole, è buio. “Va bene può andare”. Mi alzo e aspetto la poliziotta maleducata che mi deve riportare il passaporto. “Va bene la lasciamo andare”, mi dice venendomi incontro. “naturalmente”, le rispondo io. “Naturalmente? Possiamo anche rispedirla indietro se vogliamo”. Fatelo. Rispeditemi.
Invece mi volto e vado verso l’uscita. Prendo un taxi, chiamo i miei amici israeliani per salutarli, chiamo i miei amici palestinesi per salutarli. Non voglio parlare di politica, voglio solo sapere come stanno. Arrivo a Gerusalemme, il tassista non è molto pratico, fa un giro lungo, non gli dico niente, mi godo la vista, mi lascio avvolgere dalla bellezza della Città Vecchia. Le guglie delle mura nascondono un tesoro di viuzze. Mi piace anche la parte ovest quella israeliana, da qualche parte c’è la mia vecchia casa. Arrivo in albergo. Non ho ancora cominciato a lavorare e già sto dando di matto. Meno male che Gerusalemme mi calma. Amo questa città. I visi conosciuti di quelli dell’albergo mi accolgono come una vecchia amica. “Appena abbiamo visto il casino, sapevamo che saresti arrivata, ma ci verrai mai qui una volta che non succede niente?”. Chissà se non succederà mai niente in questo posto. Chissà se si potrà morire di noia, di vecchiaia e di gentilezza? Da una parte e dall’altra.
TELEFONI E TRAMONTI
5 gennaio 2009 – Saluto un mio amico. Gli telefono, mi racconta che si e trasferito in a Tel Aviv, l’aria di Gerusalemme non trattiene i giovani. Troppe tensioni, troppi radicalismi, troppi problemi. La gente ha voglia di serate spensierate e di non pensare sempre alla politica che pende sulle loro teste. Non parliamo della situazione a Gaza, perché entrambi ci conosciamo da abbastanza tempo da sapere che non andiamo d’accordo. Ma si puo essere amici lo stesso. O per lo meno un tipo di amici. Decidiamo di vederci per un caffe quando scendo a tel aviv per delle interviste, ma mentre parliamo, arriva una telefonata. Anche se non capisco quasi niente, tranne che “si” e “si”, so che qualcosa sta accadendo. Torna con la voce un po’ mesta. “Niente caffe, sono stato appena richiamato in servizio, magari, invece, ti vedo a Gaza. Ma stai attenta, questa volta si fa sul serio”. In un attimo un ragazzo normale si trasforma in un soldato. Che si facesse sul serio non c’erano dubbi. Anche il fatto che i giornalisti siano tenuti fuori da quello che accade è significativo. Non era mai accaduto che il mondo restasse fuori. I tempi cambiano e quasi mai in meglio. Chiudo la telefonata, chiamo un altro amico, questa volta a Gaza. La sua voce è spezzata. Dice che vista la situazione sta bene, ma è molto preoccupato per i bambini, vogliono uscire a giocare e non riescono a capire che non si può. Ormai da giorni stanno tappati in casa e tremano quando sentono le esplosioni. Scherziamo sulle vacanze, mentre in sottofondo sento dei tonfi. Parliamo di tutto, tranne di quello che accade. Mi chiede dell’Italia, del Natale, di quello che ho fatto nell’ultimo viaggio in Pakistan, mi rendo conto di essere i suoi cinque minuti di evasioni. Per un attimo lo trascino fuori da Gaza, gli racconto dei regali di Natale, del pranzo, della mia famiglia, alcune cose le invento per renderle ancora piu belle e dall’altra parte del cellulare lo sento sorridere. Ci salutiamo, gli prometto di chiamarlo ancora, gli dico di salutarmi i bambini e di fare tanta attenzione. Chiudo. Ho la pelle d’oca. E’ uno dei pochi posti dove non sembrano esserci spiragli, da una parte un paese che fa credere ai suoi cittadini di volerli proteggere, e anche se credessi alle buone intenzioni, non credo sia tutto lì, soprattutto quando le guerre scoppiano sotto elezioni. Dall’altra un paese che indossa l’abito da vittima sempre e che lo giustifica per qualunque cosa. Se per una volta provassero a non guardare sempre indietro. Non so che dire, ogni volta che si da ragione ad uno, sembra si voglia dare torto all’altro. Ma qui non e cosi semplice. Non lo è affatto. Vado a vedere il tramonto sulla citta vecchia, l’unica cosa che gli uni e gli altri non si possono portare via.
SENZA TITOLO
5 Gennaio 2009 – Per noi giornalisti la guerra si vede da una collinetta di Sderot. Si lascia di poco la cittadina, si segue una strada deserta, poi si sale un piccolo mucchio di terra, quattro scalini e si raggiunge l’ombra di un albero. Ci sono due corde che reggono una tavola di legno che faceva da altalena. Doveva essere un bel posto per dondolarsi e perdersi in quell’orizzonte che sconfina nel mare calmo. Solo che tra il mare e noi c’è Gaza e colonne di fumo che si alzano verso il cielo.
Intorno decine di telecamere accese che puntano sull’unica cosa che possono vedere. Non si entra a Gaza, e gli israeliani, te lo dicono senza tanti problemi, non vogliono giornalisti dentro che si muovano senza controllo. Obiettivi tirati al massimo dunque, che sobbalzano al suono dell’artiglieria israeliana. Non arrivano le grida di dolore di Gaza, a pochi chilometri, ma qualche razzo non manca di atterrare nei campi aperti. La gente si butta nei rifugi, molti tremano di paura. Una donna piange e un’altra le accarezza il viso e cerca di rassicurarla.
Sono due mondi inconciliabili, sono le loro paure e le loro similitudini a dividerli. Mi chiedo perché io riesca a sentire l’orrore delle famiglie di Gaza e quello di Sderot, e loro non riescono a vedere quello dell’altro. Sanno solo rinfacciarsi accuse, torti, forse anche ragioni, ma non riescono a capire quanto il loro dolore sia simile alle loro paure. Nessuno come un residente di Sderot sa cosa significa vivere con un missile che vola sulla testa, nessuno come uno di Gaza sa cosa significa vivere un razzo che vola sulla testa. Ognuno chiede all’altro di fare il primo passo, ma in realtà nessuno si muove, si lasciano martoriare al cospetto della cattiva politica di entrambi i popoli, al cospetto dell’odio.
Ieri un palestinese mi ha detto “vogliono ucciderci tutti, per questo resistiamo”. Oggi un israeliano mi ha detto: “vogliono ucciderci tutti per questo ci difendiamo”. Stamattina a colazione un’israeliana mi ha detto: “un morto israeliano vale cento arabi, d’altra parte a loro non interessa morire, non soffrono, vogliono tutti diventare martiri, lo vediamo, lo dicono in continuazione”. Poco dopo un palestinese mi diceva che “non esistono israeliani innocenti perché sono tutti soldati pronti ad imbracciare un fucile per uccidere i palestinesi”. Fanno gli stessi discorsi. Sono tutti pronti a morire per questa terra maledetta, nessuno per dividerla pur di viverla.
LACCA E POLVERE DA SPARO
7 gennaio 2009 – Salgo su un taxi. L’autista con la kippa incollata alla testa guarda nello specchietto retrovisore e dopo aver capito che non parlo ebraico mi chiede di dove sono. Italiana. “Giornalista allora. Tutti gli stranieri in questo momento sono giornalisti”. E’ vero, almeno 500 stranieri scalpitano per entrare a Gaza. Ma la guerra sembra finita. O meglio dopo il colpo alla scuola delle Nazioni Unite e dopo l’annuncio che in questi dodici giorni sarebbero morti almeno 100 bambini e degli altri molti sarebbero ragazzini, qualcosa si è spezzato. Anche gli israeliani che hanno silenziosamente appoggiato questa invasione, alle parole “bambini morti”, storcono il naso.
Va bene difendersi, va bene fare piazza pulita, ma i bambini sono ancora bambini. Non per il mio tassista, almeno non all’inizio. “Quei terroristi usano i bambini come scudo. Noi dobbiamo difenderci e quei maledetti usano i bambini”. E’ vero, è orribile. Disumano. Ma sapere che un terrorista si nasconde dietro un bambino e uccidere lo stesso per far fuori il terrorista, mi suona alquanto difficile da digerire. Non riesco a vedere chi ha più pelo sullo stomaco tra chi mette un bambino in pericolo per proteggersi e chi spara sapendo che ci sono dei bambini, anche se le intenzioni sono di salvarne altri. E’ un po’ come per uccidere dei terroristi che hanno in mano degli ostaggi, si decidesse di fare fuori anche loro, così si è risolto il problema. Molti palestinesi sono ostaggio di Hamas. Sono in quella pentola a pressione che si chiama Gaza, una terra dove non si può fuggire, dove non si può pensare, dove non puoi prendere la macchina e trovare un’aiuola dove far giocare i tuoi bambini. E’ sabbia, polvere, macerie.
“Abbiamo lasciato le colonie di Gaza, potevano costruire case e lavorare. Potevano trasformare Gaza in un resort. Ma non hanno voluto”, dice il tassista e l’israeliano medio. E come si costruisce una Gaza felice dove un palestinese non può uscire neanche per farsi un esame medico? Frontiere chiuse. “Certo perché loro ci lanciano i razzi”. Non tutti lanciano i razzi, ma tutti vengono puniti e trattati come bambini cattivi. “Allora non c’è soluzione”. No, fino a che vi chiederete chi ha iniziato prima e chi deve smettere prima. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Hanno sparato prima gli israeliani o i palestinesi?
Entro dal parrucchiere. Il solito degli ultimi 11 anni quando sono in Israele. Il parrucchiere non è mai un posto qualsiasi. E’ dove donne di ogni età e ceto si incontrano, si rilassano, scambiano due chiacchiere fra sconosciuti tra una spazzolata e il suono sordo del phon. Non è certo una sala universitaria traboccante di persone con un’opinione, ma è il posto dove ci si lascia trasportare dall’umore delle donne. Non tira una bell’aria. Ci sono tre signore, una di origine greca, un’altra polacca e un’altra russa. Due di loro hanno una certa età, l’altra è più giovane. I parrucchieri, rigorosamente uomini, ci portano tè e caffè, anche loro quando capiscono che non parlo ebraico, passano subito all’inglese, un po’ sdentato. Due signore hanno i figli al fronte e sono preoccupate, una si emoziona mentre lo dice e con delicatezza il parrucchiere le solleva la testa. “Ha solo 19 anni, il mio bambino”. Il bambino stringe tra le mani un m16 e probabilmente negli occhi conserverà l’orrore di quello che ha visto in questi giorni. Perché per quel poco che ho conosciuto i militari, non è vero che tutto scivola addosso, così come non è vero che “ai palestinesi non importa niente dei figli”. Non so quante volte ho sentito questa frase.
L’altra signora dice che suo figlio ha appena finito di studiare all’università, che entrerà a lavorare nello studio legale del padre. Mi dice che i suoi genitori sono arrivati qui dopo la seconda guerra mondiale, che della loro famiglia non era rimasto nessuno, erano stati tutti sterminati. “E’ un dolore che ti porti dentro anche se non lo hai vissuto, ti viene trasmesso, non so spiegare”. Ho una botta di cinismo e mi chiedo quando potrebbe guadagnare un analista in questa terra. E i bambini palestinesi morti? Le signore non rispondono come il tassista. “E’ una cosa orribile, se penso a quelle madri mi si stringe il cuore”, dice una, l’altra va oltre, “se penso che uno dei nostri figli tornerà con il peso di aver ucciso qualcuno, anche fosse solo un terrorista, sento già una parte di me morire”. L’altra annuisce. “Questa terra ci ha trasformato in carnefici, tutti quanti, che lo si faccia per difendersi o per resistere, non conta. Uccidere è uccidere”. Annuiscono ancora. “Dovremmo essere migliori, ma siamo intrappolati dal nostro volere e dal desiderio di sopravvivere e questo non può essere sbagliato, ma da qualche parte c’è un intoppo”. Scuotono le teste asciutte mentre una nuvola di lacca profumata addolcisce l’aria.
“Andiamo a casa ora, la televisione è sempre accesa, speriamo che tutto finisca presto, quando squilla il telefono, tremo per paura che mi dicano qualcosa di brutto”, dice una. “Lo so, sono venuta qui solo costringermi ad uscire di casa, stavo diventando matta”.
Domani forse si entra a Gaza. Era giugno l’ultima volta che ci sono stata. La jihad islamica lanciava i razzi, mai avrebbero pensato ad un risposta tanto dura. Immagino che le persone che intervistai non ci sono più, come la metà di quelle che ho tentato di rintracciare in questi giorni.
SENZA TITOLO
10 gennaio 2009 – Stamattina leggevo i giornali a colazione in albergo. Un raggio di sole filtrava dai vetri annunciando che sarebbe stata una bella giornata. Tanto sto per partire. Un articolo mi ha colpito molto di un collega israeliano. Chiedeva che gli israeliani la smettessero con l’ipocrisia che hanno tentato di vendere al mondo in questi giorni. “Chiunque giustifica questa guerra giustifica tutti i suoi crimini. Chiunque la vede come una guerra difensiva, deve sopportare la responsabilità morale delle sue conseguenze. Tutti quelli che vogliono questa guerra e giustificano l’omicidio di massa che questa infligge, non ha alcun diritto di parlare di moralità e umanità” e ancora: “gli spariamo e poi piangiamo, li uccidiamo e poi ci lamentiamo, abbattiamo donne e bambini e poi cerchiamo di preservare la nostro dignità. Non funziona così, non si può uccidere e poi far entrare gli aiuti umanitari”.
Per il nostro collega israeliano è solo ipocrisia. La cosa che mi colpisce è quanto sia difficile in questo posto essere liberi di avere un’opinione. Se quello che è accaduto ora a Gaza fosse accaduto in Kashmir, o in Afghanistan o in Iraq, nessuno avrebbe protestato sulle nostre cronache. Qui invece ogni riga viene analizzata. Siamo stati messi sul confine a guardare questa guerra, su una collinetta con il binocolo, dove è vero non abbiamo potuto vedere i funerali dei bimbi morti, non abbiamo potuto vedere le donne fatti a pezzi, i ragazzi arrestati, legati, bendati e trascinati via dai soldati.
Non abbiamo potuto raccontare le mamme di Gaza che stringono i loro figli e li costringono a dormire in corridoio per paura di qualche proiettile vagante. Non abbiamo raccontato degli ospedali straripanti, della mancanza di sangue, di quelli che dovevano andare a fare la chemioterapia. Non abbiamo raccontato dei fratellini uccisi mentre giocavano. Delle case bombardate con la gente dentro. Non abbiamo raccontato delle urla di dolore, delle ossa che si sgretolano sotto il peso di un soffitto che crolla. Non abbiamo raccontato dei bambini che hanno visto morire i genitori, di quelli che hanno perso un braccio o una gamba. Non abbiamo raccontato il buio delle notti senza elettricità, la mancanza di cibo e di speranza. Neanche il terrore degli animali che tremavano sotto i bombardamenti. Quasi 900 morti. Quasi novecento storie. Che non saranno mai raccontate, perché anche il giorno che entreremo, sarà troppo tardi.
Qualcosa è arrivato tramite le telecamere di Al Jazeera che era presente a Gaza al momento dell’attacco, ma quanti hanno abbandonato i canali locali per spostarsi di qualche pulsante per inorridire davanti alle loro immagini? Una collega ieri sera aveva gli occhi gonfi di lacrime mentre guardava le immagini che a spizzichi e bocconi arrivavano, ma che non vengono trasmesse, perché troppo crude, troppo scomode più per noi che per loro.
D’altra parte gli israeliani per giustificare una guerra possono anche avere le loro ragioni, ma noi per sostenerla o semplicemente per non dire nulla? Nessuna. Ho sempre pensato che se qualcuno di noi sapesse di qualcosa di orrendo che sta succedendo farebbe il diavolo a quattro per impedirlo, lo griderebbe con tutta la voce, fino a quando non fosse ascoltato. Poi penso al Rwanda, alla Somalia, al Sudafrica, al mio Iraq, abbandonato da quasi tutti i media italiani. La maggior parte della gente guarda e lascia che il tempo passi, un giorno chi avrà salvato qualcuno, diventerà un eroe, sarà uno dei “giusti” come accadde cinquant’anni fa in Europa quando nessuno voleva o riusciva a vedere.
La Torah, il libro sacro degli ebrei, dice che chi salva una vita, salva il mondo intero. Noi non riusciamo neanche a raccontare quello che succede a Gaza. Crediamo di essere migliori oggi, ma non riusciamo ancora a dire le cose come stanno. Noi giornalisti per primi, quelli che hanno il dovere di raccontare quello che accade. Chiudo con il nostro collega israeliano: “Chiunque sostiene la guerra, sostiene anche il terrore”. Qualsiasi siano le ragioni,
Cara Anitra,
come un caso? Ma se succede ad ogni stormir di fronda! U.
Questa idea di Rodolfo che nessuno risponda alle sue domande è veramente curiosa, soprattutto perchè lui non risponde MAI. U.
x 152
Caro Uroburo,
fornisca dati, non parole.
Se io sono un Anitra lei e’ un….:
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Anita
x Cc 148
Ne prendo atto, e non posso che comprenderti,parecchi la pensano a modo tuo. Noi siamo qui , discutiamo e litighiamo, in effetti siamo quattro gatti. Quelli come te ,che ci fanno qualche pensierino, e quelli come noi, che in special modo per l’argomento in corso, ci accapigliamo, nell’insieme non penso che si sia, ad essere ottimista, più del 10% della popolazione Italiana. Tutti gli altri se ne fregono altamente di tutto e di tutti, pensano solo a come sbarcare il lunario.
Intendo solo puntualizzare, che Israele non è uno stato teocratico.
Israele, non ne fà una questione di:-“il mio Dio è più forte del tuo”
Oppure la mia civiltà è migliore della tua, perciò tu devi soccombere.
Qui per Israele, si tratta di sopravvivere.
La maggior parte degli Ebrei, in special modo quelli che si sono salvati dall’olocausto, sono atei. Moltissimi hanno abbandonato la religione perchè non credevano più ad un Dio che ha permesso la carneficina dell’olocausto. La maggioranza degli ‘Ebrei segue certe feste , come il Cattolico festeggia il Natale senza seguirne tutti i più profondi significati. Il tuo post Nr 40, c naturalmente lo conosco, è bello e mi emoziona.
Ma se dovessi vivere, seguendo quei pensieri, morirei di fame, e gli Israeliani sarebbero già stati da tempo buttati a mare.
Gli Israeliani sono un popolo che vogliono fare, costruire, inventare , vivere, divertirsi ecc. che non pensano certamente che il Dio della Bibbia venga a loro in aiuto, o che in cielo stiano aspettando sette vergini, per niente. La massima dell’ Ebreo é:-“aiutati”
Si potrebbe parlare invece in modo molto diverso degli integralisti Islamici. Si informi, su quello che pensano veramente gli Arabi.
Gli Israelini vogliono solo vivere in pace in quella striscia di terra.Gli altri li vogliono buttare a mare, e nella profondità del loro cuore e del loro credo, dominare il mondo intero.
Se la vogliamo mettere cosi, è veramente una guerra di civiltà.
Non il petrolio o le riserve naturali, quello è relativo.
Ci pensi. Sopratutto, come afferma lo scrittore Amir di cui ho scritto qualche giorno fà, prima di parlare alla Uroburo o altri, bisognerebbe di più capire la mentalità Araba , studiandone i costumi e la religione e molto di più. Solo allora si può parlare con cognizione di causa. Poi c’è uno che mi viene fuori con i territori rubati, gli ulivi estirpati, Sharon , nazisti ecc. ecc.
Fuffa, solo aria fritta, il voler dare la sensazione di saperne di più, di sapere persino come finisce ecc.,. Mah
Questa notte è decisiva per il conflitto, speriamo bene. R
caro AZ,
la “mia” vecchina”, una “crosta” lucida fino alla fine, con la morte mi ha privato oltre che di una presenza affettiva, anche di un prezioso testimone di storie passate.
E di una saggezza che, troppo spesso, spegnamo lasciandoli o davanti alla TV, preludio della demenza senile, o peggio relegati in qualche casa di riposo, a volte pur dignitosa!
Siamo sicuri di non essere, a volte, assassini affettivi?
Mentre siamo impegnati a “risolvere” i problemi del mondo?
Potrei continuare con i bambini che si autoeducano, con le coppie che scoppiano alla prima bavisela….
Forse non abbiamo solo problemi economici…
cc, nel suo 58 parla di “una cupa rassegnazione che porta ad un cupo risentimento”…
La vecchina avrebbe avuto molto da ridire…data la sua vita per quasi un secolo!
Avrebbe detto: indispensabile il cellulare a 7 anni? Indispensabile corredo scolastico da vip?
Indispensabile riempire le tasche di euro agli adolescenti?
Indispensabile congegni elettronici la cui mancanza non esclude il computer, questo si indispensabile e da considerare una “rivoltella carica” in mano a giovanissimi?
Non elenco le cose che non ritengo indispensabili per gli adulti!
cc dice che la gente non mangia! Io ora sono una massaia e so che se una donna lavora spende di più a fare la spesa.
Ma se non lavora può essere oculata e mettersi un po’ di più ai fornelli. Si può fare credimi. Non è ancora tempo di guerra!
A scuola, a tutti i livelli, da anni si scoraggiano gite scol., e scambi culturali, visite a musei perchè non si vuol spendere ( lo Stato) perchè si pretende tutto gratis (le famiglie)!
Le cose veramente indispensabili!!!
Ritornare all’essenziale! Questa si sarebbe una rivoluzione.
Le fabbriche? Dovrebbero reinventarsi la produzione.
Sempre meglio che chiudere!
Ma …ci dovrebbe essere il “vigile” a dirigere il traffico, ed è quello più occupato a coprirsi di superfluo!
Mi farebbe veramente andare in bestia se i nostri “vigili” fossero gli ultimi a soccombere. Un botto lo sparerei anch’io!!!
Forse, forse …dovremmo o dovremo ricominciare ” dal basso”.
Dai nonni che ci rammentino i loro calvari, ma…sempre più arriviamo io e te…in prima fila!!!
Crepi la malinconia.
Ho raccomandato a mio marito di tener il genova leggero a portata di mano, accanto alla tormentina.
A Grado per il Perdon fanno sempre una regata di bragozzi e tartane. Arrivano anche da Venezia e da Chioggia.
E’ uno spettacolo di vele con colori e disegni i più originali e incantevoli.
Ma alla barra c’è quasi sempre una testa grigia….
Prendila come l’ho messa, d’istinto.
sylvi
A me piacerebbe che quando sguinzagliano sui blog questi volontari-troll, per lo meno li scegliessero un tantino intelligenti e, anche se difendere l’indifendibile e’ impossibile, che fossero individui in grado di fare qualche discorso serio, approfondito e logico. Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero e spesso anche nel linguaggio, che alle argomentazioni puo’ solo rispondere con frasi pietose, senza contenuto, o con insulti. Di altro non sono capaci.
Non fanno fare una bella figura ai loro padroni, no davvero.
Come sempre, la qualita’ conta molto piu’ della quantita’. I committenti dovrebbero stare piu’ attenti a chi si scelgono per fare propaganda, altrimenti ottengono solo l’effetto contrario.
x “e la chiamano estate”
1) – Vox con i suoi copincolla di articoli – e spesso traduzioni – di altri siti fornisce a questo blog dà un notevole contributo di informazioni, cosa di cui dovrebbe essere grato anche lei anziché fare del sarcasmo fuori luogo, usato per coprire la mancanza di argomenti.
2) – Riguardo la sua espressioni che “i palestinesi hanno avuto una lezione” – e che “altre ne avranno” – mi limito a far notare che è tipisco dei fascisti e dei prepotenti in genere “dare lezioni” usando la violenza. Quando poi il “dare una lezione” è lordo di sangue in maniera addirittura paranoica – come nel caso attuale – allora non avrei argomenti per ribattere a chi dicesse che siamo nel campo del razzismo più rivoltante e della criminalità pura. Anche a voler ammettere per ipotesi che Israele avesse inizialmente ragione, lo strame che ha fatto di vite umane, di ospedali, di sedi dell’Onu e di molto altro, la pone irrimediabilmente dalla parte del torto.
3) – Non si lamenti se le sue domande a volte non hanno risposta. Lei stesso ha teorizzato l’inutilità di rispondere per esempio alle domande che le rivolgo io, e che a suo dire sono troppe.
Avrei molto da ridire su certe sue affermazioni, di cui credo lei non si renda bene conto. Diciamo che se io mi sorprendessi a pensare o dire certe cose le ascriverei di diritto all’umana efferatezza. Ma ciò che ho da dire preferisco dirlo con nuovi argomenti per nuove puntate anziché continuare a dialogare col muro. Un Muro oltretutto molto sgradevole, con troppi manifesti di propaganda. Perfino propaganda militare.
pino nicotri
x pino e x tutti
non so se qualcun altro già l’ha fatto (non ho ancora letto tutto quello che avete scrittoda sabato a mercoledì), comunque vi segnalo il sito
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Ci sono delle foto sconvolgenti, che fanno più che mai riflettere. A prescindere dalla propria collocazione politica, non è possibile restare indifferenti davanti alla morte di piccoli innocenti
Consiglio a pino di inserire questo sito nella colonna “blogroll” a destra
@ Pino (158)
Mai meravigliarsi dei “ragionamenti” dei propagandisti militari…è l’unica cosa che gli viene naturale fare, visto quante ne sparano!
… sto leggendo su dagospia.it, le vicissitudini nellEspresso, Caracciolo… eredi De Benedetti… Caro Pino, ti dico cche non cciho capito molto… mi piacerebbe raccontassi qualche aneddoto del Principe… o ppiu semplicemente,,,, un ppo di gossip… sulla sagra in scena allEspresso…. se ne hai voglia… ciao caro maratoneta sintetico… mi ha colpito il tuo consiglio ad indossare roba sintetica… sono allerggissississimo a materiali sintetici… eppoi … avrei paura di prendere fuoco alla prima sigaretta… avrei voglia di raccontarti di quella volta nel 1992, che ho filmato larrivo di una delle caravelle di Colombo (perfetta riproduzione 1:1 della Santa Maria..) nelle Celebrazioni del V Centenario della scoperta d America, ero in mezzo ai rappresentanti diplomatici di tutto il mondo e a lato dellAmbasciatore e Sra contornati da molti funzionari giapponesi… uno scambio di bandiere con il comandante della caravella… i giapponesi erano vestiti con degli abiti sintetici… con la camera in spalla, filmando… quando la durata di una inquadratura fissa… diciamo da tripode fisso… es. uno che parla molto… con una mano usavo la camera e laltra… faccio x accendermi una sigaretta… vedendomi con la sigaretta in bocca, pronto ad accenderla… mi si avvicina agitato ma in silenzio e mi fa segno di non accendere… gli dico che siamo allaperto.. cazzo, lasciami fumare noo!!! era Roberto il capo protocollo del presidente Joaquin Balaguer, mio caro amico e lui ridendo con la mano a tapparsi la bocca, mi dice… che visto come erano vestiti i giapanese… se qualcuno mi passava vicino… prendeva fuoco… e mi voleva proibire di fumare… sempre con la camera in spalla, guardato a vista dai servizi di sicurezza… a due metri dal presidente… mi conoscevano e mi lasciavano avvicinare al pres. … proibito ad altri cameramen… bello il ocumentario che ne ho realizzato… era il 1992… pputtanaeva… ora che mi ricordo mi sono ripromesso di mettere alcuni dei miei video… i ppiu importanti, in youtube…. caro ti saluto… wwwvvuaddurmi.now
…ciao blog, buonanotte!!! F.
x VOX 157
Vox { 15.01.09 alle 22:31 }
“A me piacerebbe che quando sguinzagliano sui blog questi volontari-troll, per lo meno li scegliessero un tantino intelligenti ….”
“Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero….”
“Non fanno fare una bella figura ai loro padroni, no davvero.”
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Su questo forum ci sono ben pochi che non sono in sintonia…
Io sono una dei pochi.
Le assicuro che non sono un troll e non sono al soldo di nessuno.
Semmai e’ lei che fa incessante propaganda.
In tutto ci vuole un po’ di moderazione e non parlo dei recenti avvenimenti.
Anita
X Anita
Ma tu che c’entri!?!? VOX ha scritto “Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero e spesso anche nel linguaggio…..,”
La frase non mi pare prorio sia rivolta anche indirettamente a te, a meno che tu non voglia avvalorare proverbio di mia nonna “la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”
Sempre a proposito dei proverbi di mia nonna, chissà se alle frequenti immissioni di “ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha” a sproposito è applicabile quello che recita: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.
Antonio - – – antonio.zaimbri@tiscali.i
Chavez
Ugo Chavez sta corteggiando le compagnie petrolifere che ha cacciato via nel 2007.
Chevron, Shell, la Total e la Francia sono state tranquillamente contattate per gli investimenti.
Dal New York Times.
Non solo i miliardi di perdite. E’ anche improbabile che le petrolifere abbiano dimenticato i fuochi d’artificio, le truppe, banner e torcie delle mobs di sequestro Chavista che hanno espropriato il loro dei beni in loro il nome del “popolo”.
http://www.nytimes.com/2009/01/15/world/americas/15venez.html?_r=1&th=&emc=th&pagewanted=all
Anita
Il NY TIMES non permette di aprire i links.
L’articolo e’ troppo lungo, il sunto l’ho scritto sopra.
Anita
Ecco, questo si apre:
Hugo Crawls Back
http://www.ibdeditorials.com/IBDArticles.aspx?id=316915138121814
Anita
Calmati cervellone! nessuno aveva notato che VOX in un raro momento di lucidità mai visto su questo blog si era descritto(a) come mai nessuno poteva fare, neanche un cervellone come te. tutti i proverbi di tua nonna dovevano insegnarti qualcosa invece … sei capace solo di rigurgitarli come un pappagallo. la prossima volta prova a fare i catzi tuoi e togliti il riso dalla bocca.
ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha
Che Cavoli – – – che.cavoli@alice.i
x Antonio
Caro Antonio,
VOX ha parlato in plurale e non sarebbe la prima volta che mi becco accuse di essere al soldo di qualcuno, di sicuro te lo ricordi.
Canto per prima perche’ tutti sono a nanna e per me era prima sera.
In quanto alle risate, diversi le usano, in un modo l’altro. 8)
Buona notte,
Anita
Cosa farebbe se fosse nominato premier?
«A differenza dei guerrafondai, convinti che le armi siano la risposta, io non ne ho una. La situazione è difficile. La pace è difficile. E’ vero che i palestinesi capiscono meglio il linguaggio della violenza, ma anche noi israeliani. Entrambi ci rappresentiamo come mostri, un popolo di terroristi e un popolo di guerrieri assatanati. Non sono ottimista e non ho una soluzione, ma ho una direzione. Se fossi premier appoggerei l’iniziativa araba, spingerei perchè noi ebrei ci integrassimo nella regione, costruirei il confine sulla linea del ’67, senza aggiustamenti».
sottoscrivo
Faust
http://tv.repubblica.it/mondo/le-mamme-di-gaza/28220?video
… a conoscerti cara Anita, abbiamo la conferma che siete manipolati mediaticamente… la interpretazione degli accadimenti è sempre distorta e differente dalla realta dei valori, gli usa non hanno capito e non vogliono capire che ci sono altri modi di interpretazione e di pensiero sulla terra… x es. quando rubate le materie prime ai paesi poveri… tutto va bbene, madama la marchesa… quando qualcuno protesta a essere derubato (le comp. petr. in Venezuela e gas in Bolivia, erano padroni delle risorse naturali ed i venezuelani morivano di fame..) caccia i ladri, dandogli soldi x andarsene (non espropriazioni comuniste… le petrolifere non hanno accettato quanto offerto dal governo del Cnte Chavez, qualsiasi cifra offerta da Chavez, lhanno rifiutato x creare il caso di governo espropriatore delle loro proprieta, ma i soldi non li hanno voluti e sono in causa..) giudiziaria) di quello che dice busc, i poveri non si puliscono neanche il culo, grazie al coraggio del Presidente Hugo Chavez Frias, in dieci anni ppiu di 2 milioni di poveri, sono usciti dal loro stato di poverta ed oggi Venezuela è un esempio importante x i fratelli latinoamericani…sta molto meglio di prima… questa è la realta… di quello che pensano i capitalisti usurai e guerrafondai, ai Popoli ex sfruttati e dissanguati, va la solidarieta degli Umani… e i criminali di gringolandia, possono andare a farsi fottere… le bestie vanno tenute in gabbia… con i busc non si poteva x che erano bianchi… adesso che come dicono i criminali busciani, ha vinto le elezioni, una scimmia… e la gabbia gliela stanno cucendo addosso, se il mondo non vedra cambi rivoluzionari nella mentalita egoista dei gringos… xche la gente torni a rispettarli come Umani, ci vogliono cambi radicali ed a Obama non gleli lascieranno fare…
Faust
Gli orrorosi non hanno limite.
Da l’Orizzonte degli eventi ,blogroll a destra:
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“Il popolo di Israele non sarà sicuro finché Hamas governa la Striscia di Gaza. Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”. (Avigdor Lieberman, presidente del partito fondamentalista “Israel Beitena”)”
L.
New York, collisione e avaria poco dopo il decollo dall’aeroporto La Guardia
A bordo 150 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio, tutti salvi
Scontro con uno stormo di uccelli
aereo finisce nel fiume Hudson
L’aereo ha cercato di rientrare verso lo scalo ma non ce l’ha fatta
I piloti sono riusciti ad ammarare. Immediati i soccorsi
… il primo attentato terroristico della stagione Obama..
un battaglione di anitre kamikazen, ha attaccato un aereo dell impero guerrafondaio di gringolandia, salvi i passeggeri… da un comunicato delle anitre selvaggie, ( con sede e uffici in NE… negli scantinati di un italoamericana… simpatizzante di busc..) è stata confermata la motivazione delle terroriste apolidi, attacco x protesta contro Obama… lFBI ha ggia indivuduato le anitre, una x una, foto, impronte digitali e vizi particolari delle Anitre in missione suicida… lFBI e la Zia, stanno interrogando gli uccelli che volavano nelle vicinanze… si prevedono altri attacchi di anitre addestrate dagli iraniani… il secondo attacco avverra solo dopo il corso di inglese x le anitre islamiche che andranno in missione suicida… non si prevedono accuse contro l anitra basista del NE, in quanto agente coperto degli stessi gringos..
Faust
Ma oggi è saltato fuori il rospo, al largo delle coste di Gaza: giacimenti di gas nelle acque territoriali di Gaza, di diritto appartenenti alla Palestina… N. Forcheri
——
A poco a poco gli affari sporchi vengono a galla. Questo potrebbe esserne uno. Aspettiamo gli altri.
Dizionario Filosofico
Reificazione
Reificazione, dal latino res “cosa”, ovvero, diventare una cosa.
Concetto derivato dalla filosofia marxista con il quale si indica il processo che vede l’uomo astrarsi da se stesso, dal senso della sua umanità, per considerarsi come semplice cosa tra le cose. In questo modo egli sente come se soggiacesse alle stessi leggi di mercato alle quali rispondono gli oggetti che produce con il suo lavoro. Il lavoro diventa quindi esso stesso merce tra le merci, e l’uomo oggetto tra gli oggetti. Con il termine si indica anche, per estensione, quel processo per cui si tende a considerare concreto un concetto astratto, attribuendogli le qualità proprie della materia.
Cara Sylvi ,
il tuo untimo post ,non mi ricordo più il numero ,quello per intenderci indirizzato a AZ, mi ha fatto riflettere e visto che mi pareva di ricordare che c’era un termine per “spiegare” in parte quello da te scritto,ho consultato un “dizionario filosofico”
Detto ciò ,tu potresti essere tranquillamente “irrisa”,non certo dal sottoscritto,da qualcuno altro magari, per una tua ingenuità di fondo ,come di una sostenitrice della “politica del buon selvaggio”tacciata quindi di essere fuori dalla realtà e dal mondo.
Devo dire invece che molte delle tue asserzioni su cosa siamo diventati e su cosa siamo vieppiù destinati a diventare “crisi permettendo” è di fondamentale importanza a mio avviso per spiegare altre cose ,anche le guerre(almeno in parte e soprattutto quelle moderne).
Ovvero a mio avviso non c’è futuro se non si esce anche da questo processo di “reificazione”.
Il come , il quando, e attraverso quali mezzi ,fa parte di un processo appena avviato nella storia dell’umanità e del suo grado di sviluppo.
Qualcuno pochi anni fa aveva pensato che questa discussione fosse del tuuta chiusa una volta per sempre dallo sviluppo illimitato del libero mercato imperante e delle sue leggi impersonali(astratte appunte, non umane per qualcuno o innate per altri)ma seguardi bene non è che in fondo cambi la sostanza ,poichè qualcuno si dimentica sempre di spiegarmi bene cos’è una legge innata che dura per sempre).
Detto ciò termino affermando che almeno di una cosa sono sicuro: ” che per un processo di questo tipo e cioè di un percorso che ci porti fuori dalle cose che tu denunci sono decisamente insufficienti percorsi individuali di autocoscienza.
Purtroppo però come ben sai a volte l’uomo è portato a riconoscere determinati aspetti solo quando si scotta, fino ad allora dice che l’acqua calda non è stata ancora inventata.
Vedremo…
cc
ELEZIONI ALL’ORIZZONTE…
GRANDE FUFFA SI ANNUNCIA…
SARDEGNA: LA RUSSA, ALLO STUDIO MINI PIANO MARSHALL
“In Consiglio dei ministri abbiamo parlato di un piccolo piano Marshall per la Sardegna e le isole”. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, riferisce che il governo ha allo studio un intervento di aiuti alla Sardegna. “Si sta pensando a un piano in linea con il federalismo fiscale – ha spiegato La Russa – che riguardi la Sardegna e le isole in considerazione della loro particolarita'”. La Russa ha sottolineato che “questo Consiglio dei ministri e’ stato particolarmente importante perche’ tra i promotori di questa ipotesi c’e’ anche, tra gli altri, il ministro della Lega Roberto Calderoli”.
Innegabile in questo marasma politico ci sta anche un Truman impersonificato da La Russa….!!Per la solita serie quando le tragedie si tramutano in farsa…specilità tuuta ittalicca…!!
cc
x Nicotri !58
1) Questo è un blog o un giornale?
Io posso leggere qualcosa e riportarla con le idee che mi son fatto di quell’articolo, che poi possono anche non essere uguali.
Cero può capitare di fare un copia e incolla, ma non a scoppio continuo. . E’ questo un luogo di discussione? Non mi sembra di vedere nessun copia e incolla in altri blog. Qual’è dunque lo scopo? Lei stesso ha scritto che sarebbe meglio solo mettere il sito, se uno è interessato se lo và a leggere, o è solo voler far propaganda,cercando e postando copia e incolla che valorizzino il pensare di qualcuno , se pensare é? Le sembrano oltre ciò giusto i post ( !6 -sedici ed in continuazione ) che cominciano con:-” NAZISTI- IPOCRITI_BELVE e chi più ne ha più ne metta?
Cosa significa tutto questo?
Lei mi vuole spiegare, se certi termini venissero detti di presenza ad un’altra persona, come potrebbe andare a finire la discussione? Sinceramente, mi dica.
E qual’è la differenza se poi io mi comporto nella stessa maniera?
Io si, lui no ? E chi puo all’ultimo decidere chi si comporta da vero nazista e chi no? Come si fà? Mi dica, sinceramente, da uomo di cultura.
–
2)Riguardo al nr.2 , lei la può pensare naturalmente come vuole.
Io resto del mio parere, aggiungendo solo qualcosa che a lei forse sfugge:-” SE LO HANNO VOLUTO”, per quanto possa essere doloroso ,se lo hanno voluto.Marco Tempesta ha riportato numerosi esempi, e pur non essendo di parte, riconosce e intravede cose che i ciechi , ammantati dai loro pregiudizi, molto a monte ,non vedono.
–
3)Quando alle mie domande non si risponde, è solo perchè non c’è una risposta, senza automaticamente entrare in contraddizione.
Se io per esempio domando:-” Le sembra giusto che nella Charta degli Hamas ci sia un articolo che vuole la distruzione di Israele e di tutti gli Ebrei?
Nessuno risponde, ma perchè? Glielo dico io perchè:- Se si risponde di si, si passa per antisemita, ed anche se lo si è , non và di farlo sapere.
Se si risponde di no, la mia domanda seguente sarebbe:-” e tu che fai ti lasci distruggere senza reagire? E li si cominciano ad avere difficoltà, dunque meglio non rispondere.E cosi funziona anche con le tante altre domande che io in questo blog ho postato. e che sono rimasti senza risposta. Non me ne sono mai lamentato eccessivamente. Aggiu firnutu.
–
Speravo molto nei colloqui di ieri notte. Non se ne è fatto niente.
E sà perchè? Dopo le ultime oramai tre settimane, gli Hamas volevano un cessate il fuoco di appena un anno e le frontiere libere.
E’ chiaro che Israele non può accettare.
Non è che hanno detto, noi cancelliamo quell’articolo dal nostro statuto dove si parla della distruzione di Israele, e dove il cespuglio grida:-Dietro me, c’è un Ebreo uccidilo. O magari un cessate il fuoco di almeno 10 anni, no, un solo anno , per avere respiro, per riorganizzarci, per ricominciare tutto da capo.E questi me li chiamano UOMINI, a cui stà a cuore la propria popolazione. Ma và…….Và
–
Oltre ciò, se io non rispondo a certe domande, è perchè hanno a che fare con il passato remoto, ed io me ne infischio del passato. A me interessa solo il presente e il futuro.
I rapporti tra Tedeschi ed Israeliani, non sono mai stati cosi buoni come negli ultimi anni. Non sarebbe cosi se ci rinfacciassimo in continuazione gli errori del passato. A me non importa niente di quello che ha detto Dajan 50 anni fà, a me importa quello che dice la Livni oggi. Un saluto R.
xAZ
Sempre a proposito dei proverbi di mia nonna, chissà se alle frequenti immissioni di “ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha” a sproposito è applicabile quello che recita: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.
—
No, non è cosi. Il riso abbonda sui volti e sulle mentalità sincere.
Io amo la gente che ride e che sa ridere,tutti quelli che sanno ridere , anche di se stessi hanno un animo nobile.
Gli altri , i rabbuiati, i troppo seri, sono poca cosa, e quando qualche volta ridono, è un ridere verde, dovute alla bile, ed ai bruciori di stomaco.Non te la prendere, ridi se puoi e se ce la fai. R
… insegnante ducente marco tempesta, bidello ausiliare Uroburo, supplente Cicci, nasolungho…
il ducente tempesta, che ha studiato sulla fica nostrana, sin dai primi vagiti pre-reificava, quelle che sarebbero diventate negli ani, le sue amiche maggiche… ora da corsi x la reificazione assistita… ovvera ad ogni fica insegna che non avra altri al di fuori del ducente e inoltre ha il diritto dovere di reificarsi… quasi tutte scelgono di reincarnarsi o reinficarsi nella fica regina di Madonna la Vergine di Pilo, alcune trasgender si reificano in berluscoglione… lunico ad avere due coglioni destri e due sinistri in testa… e un membro sempre in asta senza bandiera ma con bandana protettiva x i rapporti a rischio Di Pietre sul selciato, ed anche x parare i colpi di culo improvvisi che lo colpiscono dal sud… ultimamente un incontro mafia elettori di sinistra 61 a 0… e lo arricchiscono e lo bagnano con lunto di un Signor vino… il docente e il suo staff (hanno tutti frequentato scuole gesuitiche ed esorciste del vatic- ano) la reificazione ppuo avvenire anche senza protezione antivirale… in quanto Di Pietro non garantisce, anzi impedisce la reificazione assistita in stato imbarazzato…
..costo del corso in poche lezioni, 2 milioni, delle vecchie fiche x le donne e, con sconto militari e ragazzi trasgender 10 euro, con fica ricambiabile e lavabile in lavatrice…
Ps.: questa mi vergogno a firmarla… dato il dubbio sul sesso degli angeli reificati… e lannuenza-assenso al trattamento dei dadi del docente in rappresentanza anche dello staff reale…
che vuole la distruzione di Israele e di tutti gli Ebrei?
.. magari nella tua testa plagiata, ma purtroppo non è cosi… la charta (!?) di Hamas, vuole la distruzione di israele, non di ttutti gli ebrei… cabron de nada e come al solito sei un bugiardo e un provocatore mediatico, oltre ad essere complice di assassini genocidi… Ricordati di VERGOGNARTI… ppiu volte al gg…
Faust
ps.: ringrazio i fraterni consigli di Peter, ma contro questo semplicione nazista… non riesco a non leggerlo… vado affinire di leggere il resto del post del nazista tetesco….
No, non è cosi. Il riso abbonda sui volti e sulle mentalità sincere.
… appunto degli stolti!!! ha ragione CC, se non ti piace il blog arruotalibbera e come lo conduce il blogmaster Pino Nicotri… vai a rompere i coglioni da una altra parte, magari frequentati da cerebroassassini genocidi come tte…
Faust
http://www.youtube.com/watch?v=Lsvqcp4aWF8
–
Per il caprone di un caprone di un Faust, che non crede, che mente e che di conseguenza non ride mai.
Leggi , caprone quello che c’è scritto sullo statuto di Hamas. Beduino.
–
–
““Ogni Ebreo è un colono, è nostro dovere ucciderlo.
–
E’ scritto nella Carta( 18 Agosto 1988) dell’ organizzazione islamica radicale Hamas:-”Ha rakat al-Muqāwamat al-Islāmiyyah”
–
La Carta propaga come traguardo finale la distruzione dello stato d’ Israele per mezzo della guerra santa islamica , ovvero la “Jihad”
Si legge tra l’altro:-” Israele esiste ed esisterà, fino a che ,l’Islam
non la cancellerà, cosi come ha già cancellato altri paesi.
La Palestina è un Islamico Waqf (propietà santa) fino alla fine dei tempi.
Il giorno del giudizio non verrà, fino a che i Moslem non avranno ucciso l’ultimo Ebreo. Allora gli Ebrei si nasconderanno dietro le pietre e gli alberi, e le pietre e gli alberi grideranno:-:-” Oh Moslem, un Ebreo si nasconde dietro me,vieni e uccidilo.
.
. Se vuoi, caprone jena non ridens di un Faust , guardati il video.– R.
caro Nicotri,
non pretendo che lei risponda a questo mio “Post”.
Ma mi permetto di annunciarle ufficialmente che da questo momento anche i “giornalisti” ha nno una loro Santa.
SANTA LUCIA (annunziata) d’arco crocifissa in una trasmissione TV!!
Per cui,per il futuro sa dove indiririzzare le sue suppliche!
ZIO bonino quanta ipocrisia!!(e false indignazioni)
(tra colleghi)
La pagnotta ..!
cc
Per il capron.
no, mi dispiace io rompo i coglioni qui, ti và o non ti và.
Ahahahahahhhhahhah, rassegnati, finchè uno di noi due tira le cuoia,ti và? Se non ti và, ti deve andare per forza, cosi come Israele con gli Hamas, ahhahahhahhhah, mi stò sganasciando………R
Per il capron.
no, mi dispiace io rompo i coglioni qui, ti và o non ti và.
…. x me puoi continuare, tanto vali meno di una scorreggia fritta… non so se il blogmaster, padrone di casa, sara daccordo con tte… e permette tu gli caghi in casa… visto gli escrementi che produci in quella latrina che hai in testa… e VERGOGNATI!!!
Faust
cheffà sei diventato verde?
Forse il blog master non sarà daccordo con me, ma certamente non è daccordo con te, presumo.
Lo hai letto il post Nr. 182? Cosa ne pensi, cabron di un cabron? R
… cche Hamas ha vinto e stravinto… e ttu piangerai lacrime bbibbliche… ma sarai felice fra poco… quando i tuoi amici assassini bombarderanno l Iran… forse ultimo e decisivo crimine che suicidera i ladri israelitici HAMAS HA VINTO…. ridiridi… ti sara dato!!! il sionismo si sta suicidando e ha i suoi tempi, ma non manca molto… sono ggia in stato suicidante… e il sionismo sara cancellato dalle mappe degli Umani!!! Sono ASSASSINI GENOCIDI…
Viva lo Stato della Palestina!!! Viva gli Eroi palestinesi!!! israele va schiacciata facendola rientrare nei confini del 67… solo cosi potra salvarsi uno stato genocida… una bella condanna x crimini di guerra contro l umanita e il sionismo finisce ammare!!! cchi vivra vedra…. e atte non manca molto!!!
Faust
caro cc,
si irride ciò che non si capisce; molto spesso sono stati definiti ingenui coloro che “cercavano” qualcosa non ancora disposta a farsi trovare, ma non per questo inesistente.
La reificazione è il prodottto di questa società “evoluta”.
Parecchi anni fa ho vissuto un mese a Parigi, dalle parti di rue Cambronne quello del “merde.”
Prendevo spesso il metrò a Montparnasse, non molto distante, stazione nodale .Mi piaceva il metrò: chi dorme visibilmente stanco, chi legge distratto, chi studia,chi fissa il nulla, chi guarda gli altri in trasparenza. Non li scuoteva nè musica di organetto, nè giocoliere improvvisato, nemmeno lo scossono della vettura che arresta.
La loro vita era la gare d’entrata e quella d’uscita.
Ho anche capito che la metropoli, a parte l’offerta culturale, ma solo per chi può permettersela e di di solito abita in periferia, per i poveri diavoli resta una selva oscura.
Il buon selvaggio. Se c’è stato un pedagogista che ho studiato mal volentieri, (ed era il tempo dello studio del Romanticismo sospirante per noi fanciulle!) è stato proprio Rousseau.
Buono per “discorsi infiammati” con il ragazzo che ti faceva battere il cuore, ma, per me, assolutamente inutile dal punto di vista pratico.
Insomma non capiva niente di didattica e di sociologia, che non era nata.
Io auspico scuole fuori dalle aule, scuole di confronto con la realtà, con il bene e il male della vita ma anche dopo aver letto le fiabe e Topolino!
Il cellulare e il palmare ti offrono una apertura fasulla che non è confronto e arricchimento; è conoscenza superficiale come quella tra me e te che possiamo si scambiarci opinioni utilissime, meno male che ci sono i blog, ma a livello di vera sintesi si fermano.
La sintesi, caro cc, è fatica e sacrificio e te la puoi dare solo da solo, con sofferenza e con il confronto continuo.
Anche questo volevo dire ad AZ. Non tornare ai nonni e ai loro sacrifici, ma cambiare sacrifici adatti all’età che viviamo.
Qualcosa del genere lo ha scritto M.Serra sul Venerdì di oggi. Ingenuo anche lui?
Poi i Don Chisciotte lasciamoli sognare, guai se non ci fossero!
sylvi
Ammazza che deliri, ma che pastiglie usi? Ahaahahhhahhhha
leggendo certe balordaggini, non si può far altro che ridere.
Cabron, ci vuoi provare? Forse ti esce magari un mezzo sorriso amaro…….rileggiti il post Nr. 188. R
x Faust x Anitre terroriste sui cieli di Gringolandia
Caro Faust,
c’e’ poco da ridere, ogni anno ci sono vittime di aerei che si imbattono con passe di anitre o oche canadesi.
Ci sono circa 200 incidenti l’anno.
Quest’ultimo ha fatto pubblicita’ per la destrezza del pilota che ha salvato i passeggeri con una manovra provetta.
La mia ammirazione va anche ai passeggeri, calma assoluta, niente grida o isteria.
Anita
x Faust
Su Chavez, sfogati col lui, non con me.
Hanno bisogno di soldi e stanno corteggiando le ditte straniere a ritornare.
Il petrolio li ha fatti ricchi, il petrolio in calo li fa poveri.
Ma tu non dovevi essere in Venezuela?
Anita
14 foto dell’aereo nel fiume Houston…
Acque e temperatura artica.
http://www.usatoday.com/news/gallery/n090115_hudsonplane/flash.htm?gid=857&csp=DailyBriefing
Anita
Sorry, Google mi ha corretto Hudson con Houston
Anita
Pochi minuti fà, ho guardato le mie E-Mail, non le guardo quasi mai, solo una volta al mese per controllare diverse bollette da pagare.
Ma questa volta ho avuto una gradita sorpresa.
Mi domandi:-Sorpreso?
Si, sono sorpreso e ti risponderò al più presto, devo solo farmi spiegare da mio figlio come funziona.A presto! R.
Pro-Israel Rally Attended by Big-Time NY Dems Descends into Obscene Calls for ‘Wiping Out’ Palestinians. Full story here:
[Dimostranti al Rally pro-israele tenutosi a New York arrivano a fare invocazioni oscene per “spazzare via i palestinesi]:
http://www.alternet.org/story/119372
Aspettavo questa notizia: da oggi sono un sostenitore…nel senso pratico che mi attivo per il contributo..!
Non entro nel merito ,ma la pubblicità e pubblicità o noH?
cari moralisti della Domenica e del libero mercato?
O le IDEE hanno un prezzo a secondo che idee sono,anzi per qualche idea legittima come le altre addirittura non c’è prezzo?
Già dimenticavo offende la morale comune…di chi?
fatemi il favore :::
‘Dio non esiste’, rifiutata la pubblicità
Niente slogan ateo sugli autobus
cc
@ Anita (162)
Per la verita’, io non mi riferivo affatto a lei (come ha giustamente notato AZ). Il fatto che lei si sia sentita in dovere di rispondere, pero’, da’ da pensare.
Mentre ovviamente…sempre in riferimento al caso di Genova…
La clinica di Udine dice no a Eluana
“Rischiamo ritorsioni dal ministero”
Direi che ci si stia incamminando verso uno stato Talebano, o no?
cc
Infatti la Domenuica delle Palme ,sara ufficilizzata la “Prima lapidazione pubblica di liberi pensatori nelle piazze antistanti il Duomo di Milano, liberamente autorizzate dalla Questura dopo che sarà approvato un Decreto legislativo ad HOc..!!
Officia Giuliano Ferrara..!
Il vaticano ovviamente si dice contrario alla pena di morte ed ha annunciato una lettera di biasimo alla Farnesina..
Ovviamente non può entrare in contrasto con gli affari interni di un altro Stato Sovrano…c’è pericolo di ritorsioni contro i “credenti”…
cc
xCc197
Secondo me , caro Rabbi, c’è pubblicità lecita e illecita cioè che offende la morale e la fede delle persone.
Se sei un ateo e non credi in Dio , puoi fare una pubblicità per il club che vuoi fondare e costiture, nessuno lo vieta.CLUB ATEI PIEMONTESI.
Una pubblicità con l’affermazione categorica “Dio non esiste” in bus e tram,con gente anche credente che viaggia, vedersi il mattino, e la sera quando si torna a casa , quella affermazione, non credo sia molto bello.
Insomma un pò di rispetto. R